Speranza, cori e bandiere per il ministro Leu VIDEO. Salute? No, contratto!

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Settembre 2019 11:42 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2019 18:36
Roberto Speranza, cori e bandiere per il ministro Leu. Salute? No, contratto!

Manifestazione davanti al ministero della Salute del neo ministro Roberto Speranza (Foto BlitzQuotidiano)

ROMA – Compagno Speranza, benvenuto al Ministero. Ieri Roberto Speranza, neo ministro della Salute nel resuscitato Governo Conte, ha giurato e già stamattina, un folto manipolo di sindacalisti con trombe e bandiere gli ha fatto la serenata. Era da tempo che non si vedevano.

Non è stato possibile capire il tema o i temi in discussione. Una parola chiave però dominava: contratto. Dai toni si capiva che erano molto arrabbiati, fra slogan e rumoracci, comizi e urla. Qualche gioco di parole sul cognome del neo ministro: Speranza lui, speranza nei cuori dei sindacati e si presume dei lavoratori.

Lui, probabilmente il più a sinistra di tutti i ministri, se non nel cuore almeno nello schieramento, miracolato da Zingaretti, catapultato dall’oblio del fallimento politico di Leu a uno dei ministeri più importanti per gli italiani, non ha avuto nemmeno il tempo di prendere possesso dell’ufficio e già un bel concertino lo ha accolto, nello spiazzo antistante il palazzo, molto bello, in stile razionalista, che i correligionari di Speranza definiscono in stile fascista.

Dai toni accesi e dalla prolungata sosta in piazza (in fondo all’articolo il video), veniva da dedurre che il ministro non ci fosse e che se c’era non si è manifestato e non ha invitato i manifestanti ad accomodarsi nella sua sala riunioni. Invece ha ricevuto una delegazione, ha ascoltato le loro richieste, senza però impegnarsi. Leu sì, ma con giudizio.

Il seguito alle prossime puntate.

Protesta sotto al ministero della Salute: “12 anni senza contratto” 

La protesta è stata organizzata per il rinnovo del contratto della sanità privata fermo da 12 anni. Il presidio è stato promosso dalle federazioni regionali per rivendicare un intervento pubblico a sostegno della chiusura di una vertenza che si trascina da anni. Il contratto, infatti, riguarda circa 300 mila tra infermieri, radiologi, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e tutti i professionisti della salute, impegnati nel privato pur garantendo un servizi pubblico.

Le controparti, ovvero Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari), spiega la segretaria nazionale della Fp Cgil, Barbara Francavilla, “vogliono un rinnovo senza le risorse necessarie per riconoscere un giusto salario alle lavoratrici ed ai lavoratori. Con un obiettivo preciso, ovvero continuare a fare profitti all’ombra della spesa pubblica e sulle tasche dei dipendenti. Ma il rinnovo è necessario non solo per garantire più salario ma anche più diritti, fermi dal 2006”.

Per queste ragioni il presidio si è tenuto davanti al Ministero, “per chiedere un intervento istituzionale – spiega Francavilla – nei confronti di strutture private che gestiscono risorse pubbliche e che devono rendicontare e pubblicare i loro bilanci, anche per evitare presunti stati di crisi che inevitabilmente ricadono sulle lavoratrici e i lavoratori e sulle prestazioni erogate. Così come spingere le controparti al rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo il rinnovo dei contratti”. Nel corso del presidio una una delegazione di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è stata ricevuta dal Ministero della Salute, da una delegazione dell’ufficio di Gabinetto. “Ci hanno assicurato il loro impegno per spingere le controparti alla chiusura di una vertenza che da tanto, troppo tempo le lavoratrici e i lavoratori attendono”, conclude Francavilla. 

Nel video che segue realizzato da Blitz Quotidiano, a parlare è Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica della Cgil.