Spese Lombardia, pm insistono: 64 da processare. Anche Minetti e Renzo Bossi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2015 20:25 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2015 20:25
Spese Lombardia, pm insistono: 64 da processare. Anche Minetti e Renzo Bossi

Spese Lombardia, pm insistono: 64 da processare. Anche Minetti e Renzo Bossi

MILANO –  Spese pazze in Lombardia, i pm di Milano Paolo Filippini e Antonio D’Alessio insistono: vanno rinviati a giudizio in 64. Tutti consiglieri ed ex consiglieri regionali e tutti accusati di peculato  nell’ inchiesta sulle presunte spese ‘allegre’ con i rimborsi dei gruppi politici al Pirellone. Tra quelli che rischiano il processo ci sono anche Renzo Bossi, figlio dell’ex leader della Lega, e Nicole Minetti. 

Due degli imputati hanno chiesto di essere processati con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, mentre altri due hanno annunciato la volontà di patteggiare. Tra i politici che hanno scelto la strada del patteggiamento (sulla pena non è stato ancora raggiunto un accordo con la Procura) c’è l’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Franco Nicoli Cristiani, già coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate per la realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone. Nicoli Cristiani aveva già patteggiato la pena di due anni di reclusione per la vicenda delle presunte tangenti incassate per il progetto della discarica di Cappella Cantone.

Il pm Filippini oggi ha sostenuto in aula che “le spese non giustificabili sono da considerarsi peculato” e che “non è ammessa da parte dei consiglieri regionali l’ignoranza della legge regionale” sui rimborsi destinati ai gruppi politici.

“Qui la politica si fa nei ristoranti – ha aggiunto – mentre l’attività istituzionale dovrebbe farsi nei luoghi istituzionali”. Dichiarazioni spontanee in aula, inoltre, sono state rilasciate dal consigliere regionale della Lega Nord Angelo Ciocca, al quale sono state contestate spese per cene e anche per biglietti di auguri, che ha respinto gli addebiti.

Sono iniziati inoltre gli interventi delle difese, che hanno chiesto il proscioglimento degli imputati. Interventi che proseguiranno nella prossima udienza, il 9 marzo. Tra gli imputati ci sono oltre a Minetti e Bossi Jr, l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti e gli ex assessori della Giunta Formigoni Romano Colozzi, Massimo Buscemi, Giovanni Rossoni, Giulio Boscagli e Monica Rizzi, all’epoca (le accuse riguardano il periodo che va dal 2008 al 2012) esponenti della maggioranza di centrodestra.

Per quella che era l’opposizione, invece, ci sono Chiara Cremonesi, Luca Gaffuri, Carlo Spreafico ed Elisabetta Fatuzzo. Dalle indagini era emerso l’utilizzo di fondi pubblici per spese personali dei consiglieri, tra cui l’acquisto di torroni, gratta e vinci, giornali, cartucce da caccia, e per pagare cene a base di aragosta e sushi. Il tutto per un totale di oltre 3 milioni di euro. Uno dei politici che ha chiesto di essere processato con rito abbreviato è il deputato del Pd Guido Galperti, all’epoca capogruppo nel Consiglio regionale della Lombardia.