Governo Bocchino, squadre Brambilla, Alleanza Franceschini e il “5%” per cui si vota davvero

Pubblicato il 23 agosto 2010 17:22 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2010 21:16
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Italo Bocchino

A Cosenza, qualche giorno fa tal Osvaldo Renzelli, autista della Amaco, la locale azienda di trasporti pubblici urbani, ha litigato con un  passeggero che il suo bus trasportava, un vecchio di 78 anni. Forse il vecchio aveva torto e forse no, forse perfino il vecchio aveva “offeso” Renzelli, come Renzelli dirà più tardi alla polizia. Perché la polizia? Perché Renzelli il vecchio l’aveva fatto scendere, poi lo aveva spinto e malmenato. Il vecchio era caduto sull’asfalto: non solo lividi, anche fratture. E due altri passeggeri erano scesi dal bus. Per soccorrerlo? No, per spostarlo. L’avevano adagiato su un palo ed erano risalati sul bus e sui fatti loro. Fatti loro dietro ai quali sono continuati ad andare tutti i passanti, in auto e ai piedi che sono passati di là per molti minuti. Fino a che uno, un’eccezione, si è fermato e ha chiamato i soccorsi per il vecchio. Che c’entra questa storia con la crisi politica, con le possibili prossime elezioni? Apparentemente nulla, eppure è una storia che spiega il presente e fornisce un buon pronostico per il futuro.

Leggiamo la “spiegazione” e il “pronostico” con quanto qualche giorno dopo scrive Gian Enrico Rusconi su “La Stampa”: “Autentiche patologie sociali, assenza senso civico e del senso di appartenenza a una comunità, complicità di gruppi sociali e territori con la criminalità organizzata, lassismo generalizzato rispetto alle leggi, razzismo latente…”. Rusconi parlava dell’Italia che va al voto, non  si riferiva neanche alla lontana all’episodio di Cosenza, eppure quella “gente”, quella normale e comune gente di Cosenza gli dava ragione, mostrava che le sue frasi erano generali ma non generiche, concrete e non astratte.

Passa ancora qualche giorno e da uno dei tanti vertici del Pdl viene fuori la decisione di tenere a battesimo le “Squadre della Libertà”. Ora è noto che Berlusconi e supponiamo anche la Brambilla quando parlano di “squadre” intendono più o meno quelle di calcio. Sono esentati per natura e cultura dal sapere, intuire o supporre che “squadre” in politica significano altra e storica cosa. Insomma sono incolpevoli  e da perdonare perchè non sanno quello che fanno. Perfino Gasparri che di Berlusconi è grande sostenitore però ha osservato: “Squadre, brutto quel nome, richiama altre storie…”. Sì, richiama la storia dello “squadrismo”, degli squadristi fascisti, di quelli che andavano in giro per il paese con il manganello e la camicia tutti dello stesso colore. Che c’entra questo con la crisi politica e le possibili elezioni anticipate? Apparentemente poco, eppure più che l’infortunio linguistico, la sostanziale indifferenza all’episodio da parte della pubblica opinione spiega il presente e fornisce un buon pronostico per il futuro.

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Spiegazione e pronostico che qualche giorno dopo leggeremo sempre su “La Stampa” a firma Luca Ricolfi: “della linea di frattura tra due concenzioni della democrazia, quella plebiscitaria populistica di Berlusconi e Bossie  quella istituzionale, costituzional-conservatrice degli altri, tutti i sondaggi dicono che agli italiani importa nulla, li lascia indifferenti”. Quindi inutile polemizzare con le notizie: di quale democrazia agli italiani, alla loro maggioranza sondaggi alla mano frega nulla. E quale sia il sentimento civico e solidale la storiella di Cosenza (non la prima di una serie robusta) illustra con chiarezza.

E allora, se vanno a votare, per cosa “sentiranno” di votare gli italiani? Per il fantomatico governo inventato alla venticinquesima ora da Italo Bocchino, quello che presieduto da Berlusconi comprende Bossi, Casini, Rutelli, Fini e pure qualche moderato del Pd? Unica attenuante per Bocchino il dover parlare tre volte al giorno ogni giorno. Altra spiegazione di questa follia politica non si vede. Voteranno allora per la Grande e Sacra Costituzionale Alleanza che Enrico Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, dichiara a Repubblica essere in formazione e destinata a vincere le elezioni? L’Arca dell’Alleanza messa in piedi in sogno da Franceschini si sfalderà 12 ore dopo: la sinistra-sinistra con l’Udc non ci sta, e l’Udc non ci sta con la sinistra-sinistra. Ma soprattutto la difesa della Costituzione, si è visto, non rientra tra le cose che secondo la maggioranza dell’opinione pubblica “si mangiano”.

E allora per cosa si vota? Per decidere se Luciano Gaucci è fonte degna di fede e depositario dell’etica pubblica? Per togliere d’imbarazzo Chiambretti? Grande imbarazzo: Noemi Letizia ha fatto sapere che lavorerà con lui in Mediaset, che finalmente arriva quel che “Papi” aveva promesso. Chiambretti ha detto che no, non proprio, una proposta c’è stata ma…Chiambretti, il cantore della leggerezza. Leggerezza che scherzando e ridendo può farsi pesantissima. Si vota su Vittorio Feltri, se fa il giornalista o altro mestiere? Su Bruno Vespa che dice e non dice su Fini e Berlusconi? Su Vendola che è meglio di D’Alema?

No, l’elettorato non è così sciocco e neanche così attento a quanto di dice e si scrive. Alla fine della fiera se si vota si vota tornando al punto da cui si era partiti tanti anni fa. Si vota, se si vota, sul cinque per cento del nuovo programma di Berlusconi, quello davvero da “prendere o lasciare” come dice il premier. Si vota sulla legge che fa “breve” tutti i processi e, con un’aggiunta detta norma transitoria, fa “brevi” i processi di Berlusconi e quindi li estingue. Si vota sì o no al fatto che Berlusconi debba o no essere disturbato, ostacolato dalla giustizia. Si vota sì o no al fatto che per Berlusconi valgano leggi che non sono fatte da lui. Comunque la pensiate, comunque voterete, una pazzia: nessun elettorato al mondo si farebbe chiamare a votare su questo, sia per concedere che per opporsi. Nessuno, ma in Italia…Riandate a Cosenza, rileggete Ricolfi e Rusconi, ripassatevi Bocchino e Franceschini e le squadre della Brambilla…Nessun elettorato, tranne noi.