Stadio della Roma, Marcello De Vito arrestato per tangenti. Di Maio lo caccia da M5s

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 marzo 2019 8:07 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 10:34
stadio della roma marcello de vito

Stadio della Roma, Marcello De Vito arrestato per tangenti: è presidente M5s del consiglio comunale

ROMA – Il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito (M5s), e altre tre persone sono state arrestate questa mattina, 20 marzo, dai carabinieri del comando provinciale nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma. L’accusa è di aver preso tangenti in questa vicenda. E Di Maio lo caccia subito da M5s: “Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”.

“Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile”.

De Vito, che è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche se al momento si trova nella sua abitazione dove è in corso una perquisizione, è accusato di corruzione per aver preso “utilità” (per dirla come i documenti giudiziari) dell’imprenditore Luca Parnasi promettendo in cambio di favorire il progetto per la costruzione dell’impianto sportivo nell’area di Tor di Valle.

Oltre ai provvedimenti restrittivi (due in carcere e due ai domiciliari), i carabinieri stanno eseguendo anche una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori. Tra i reati ipotizzati dalla procura c’è anche quello di traffico di influenze illecite nell’ambito delle procedure connesse alla costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e alla riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’indagine ha fatto luce su una serie di operazioni sospette: secondo l’accusa si tratta di operazioni realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato ed un uomo d’affari, che fungono da raccordo con il Presidente dell’Assemblea comunale capitolina al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Oltre a De Vito sono stati arrestati l’avvocato Camillo Mezzacapo, destinatario di incarichi professionali su segnalazione dello stesso De Vito. Arresti domiciliari, invece, per l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli. (Fonte: Agi)