Stampa cattolica contro Silvio Berlusconi/ Numerosi editoriali denunciano il “degrado morale” che dilaga a vista d’occhio e dicono: “Basta, gli italiani chiedono coerenza e sobrietà”

Pubblicato il 15 Luglio 2009 11:56 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 11:56

Molti giornali diocesani nell’ultimo mese hanno attaccato Silvio Berlusconi con numerosi editoriali contro il «degrado morale» che sta dilagando a vista d’occhio. Piovono critiche sul premier e richieste di chiarimenti anche dalla galassia dei periodici diocesani, una rete di informazione cattolica di base che fa capo ai vescovi locali, formata da 168 testate per oltre un milione di copie diffuse ogni settimana.

«Lettera aperta a Berlusconi: tra confusione e immoralità». «Basta eccessi e derive, gli italiani chiedono coerenza e sobrietà». «Le vicende che coinvolgono il premier gettano molte ombre sulla credibilità del Paese: speriamo di uscire presto da questa melma».

Sono solo alcuni dei titoli degli editoriali dedicati al caso Berlusconi dai settimanali diocesani dell’ultimo mese in seguito ai richiami già fatti da Famiglia Cristiana e dal quotidiano dei vescovi Avvenire, che ancora ieri ha pubblicato un altro severo editoriale sul premier, pur senza nominarlo, dal titolo «Reati e peccati: riscoperta l’etica pubblica, adesso un passo avanti».

Tra i giudizi più taglienti quello de il Corriere Cesenate che nell’editoriale «Autorevolezza ricercasi» parla di «clima da basso impero in cui un premier si trova nella necessità di dover smentire in pubblico le accuse che provengono da signore di dubbia fama», accuse che «lo pongono in una condizione sotto ricatto non accettabile per un Paese che si rispetti».

Il Risveglio popolare, del Canavesano, ricorda il «duro attacco di Giuliano Ferrara al premier per le vicende scabrose delle veline e delle escort a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli» e lamenta il disorientamento dell’opinione pubblica e per questo si spinge a chiedere «una parola risolutrice» persino al capo dello Stato.

È di «basso profilo la politica italiana in questo momento» lamenta la Voce del Logudoro di Ozieri che ammonisce: chi assume «ruoli di rappresentanza nazionale e internazionale ha l’obbligo morale di rispondere all’opinione pubblica, con una vita il più possibile integerrima e al di sopra di ogni privato festino o quant’altro».