Stato, il “privato che avanza”. Protezione e Difesa Spa: “Miliardi veloci”

Pubblicato il 8 Febbraio 2010 15:41 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2010 15:53

I soldi sono rigorosamente pubblici, gli interessi “aprono” anche ai privati: Protezione civile e Difesa diventano società per azioni. La prima avrà un budget di circa 1,6 miliardi di euro. Per la seconda il business si aggira su 3-5 miliardi.

Entrambe le agenzie create dal governo attingono ovviamente dalle casse dello Stato. Il loro ruolo è quello di ottimizzare le spese e agevolare le procedure, anche se il fine del “risparmio” a tutti i costi non convince. Nel valzer delle nomine per la dirigenza della Protezione civile spa si fa strada Mauro Moretti, a fine del suo mandato come amministratore delegato di Fs. Così andrebbe a casa il capo attuale, Guido Bertolaso, che ormai guarda a guidare un ministero. Per il consiglio di amministrazione della Difesa, invece, fra i papabili ci sono Pierfrancesco Guarguaglini, presidente e Ceo di Finmeccanica e Daniele Tei, capo di Stato maggiore.

Il governo vuole fortemente queste maxi aziende private che si nutrono di capitali pubblici. La Protezione civile continuerà a fare riferimento alla Presidenza del Consiglio. Se il Dipartimento attuale ha a disposizione 1, 6 miliardi per i fondi finalizzati, il pagamento di mutui e il fondo per la protezione civile, la Spa avrà circa 5 miliardi per l’inizio e un patrimonio di un miliardo. Il suo cardine però resterà l’emergenza: dalle leggi speciali ai finanziamenti.

Obiettivo della Difesa spa è ridare vigore al bilancio, dopo i tagli degli ultimi anni. Non si occuperà di gestione degli armamenti, ma di pagamenti per ogni operazione che riguarda il settore, anche se non è ancora chiara la questione riguardo ai siti militari . «Avrà un ruolo enorme», dice il generale Mauro Del Vecchio. «Ma resta il compito di valorizzare, che può volere dire tutto: caserme, forti, terreni demaniali, nessuno esclude che possano essere dati in concessione», ribatte Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd alla commissione difesa della Camera.

Intanto c’è già chi si chiede se dopo la privatizzazione delle forze armate  e della protezione civile toccherà a qualche altro blocco della cosa pubblica staccarsi.