Pena di morte se sgozzi un bimbo e la mamma, il dubbio di un Pd

Pubblicato il 7 marzo 2014 11:14 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2014 13:56
Stefano Esposito, senatore Pd pro-pena di morte per chi uccide bimbi di tre anni

Stefano Esposito, senatore Pd pro-pena di morte per chi uccide bimbi di tre anni

ROMA – Stefano Esposito, senatore Pd pro-pena di morte per chi uccide bimbi di tre anni. Tra le reazioni all’efferato delitto di Milano in cui un uomo ha sgozzato una donna e suo figlio di 3 anni, ha fatto scalpore quella di un senatore Pd, Stefano Esposito, che su Facebook ha invocato la pena di morte. Subito rimproverato aspramente dai dirigenti di partito, la sortita fa pensare alla sindrome di Altan.  “Mi vengono in mente idee che non condivido” ragionava l’omino del geniale disegnatore. “”Mi dispiace ma per gente così vorrei la pena di morte. Lo so non è un pensiero di sinistra ma come fai ad ammazzare un bimbo di tre anni, cazzo” ha postato il senatore, evidentemente a disagio con le sue stesse convinzioni.

Il candidato alle segreteria regionale del Pd, Daniele Viotti, civatiano, lo ha messo in riga e invitato a rientrare nei ranghi ideologici ammessi: “Scrivere su fb di essere favorevole alla pena di morte , come ha fatto Esposito, non è né una provocazione né l’apertura di un dibattito. E’ una cosa indegna, fuori dalla storia, dalla Costituzione e naturalmente fuori dal Pd”. Giusto richiamo, parole nette: peccato che, tra i tanti “mi piace” cliccati al suo indirizzo ci siano anche quelli di parecchi militanti Pd, tanto che i radicali torinesi Igor Boni e Silvio Viale vi hanno riconosciuto un fondo sommerso di giustizialismo nella pancia degli elettori Pd. Dovremmo forse chiamarlo coming out?

E’ seguito ovviamente il dibattito versione social. 200 mi piace, contro 256 commenti che lo bacchettano: (“La pena di morte non ha mai risolto nulla”; “Parli da padre Stefano e lo capisco. Ma non è la soluzione giusta”; “Stefano, non si tratta di sinistra o destra, è che hai detto veramente una cazzata di cui dovresti vergognarti. Ma come si fa, credevo che certi toni li avessero solo certi Notav o M5s… invece … ma nasconditi!”). Esposito si difende (è un sentire non una posizione politica) e attacca (io non mi nascondo mai). Ai più esagitati predica calma (“fatti una canna”). A noi semplici spettatori è forse più utile ricorrere ancora al mitico Altan: “Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio!”.