Stipendi e curriculum sui siti non ci sono: pubblica amministrazione fuori legge

Pubblicato il 31 Gennaio 2013 9:59 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2013 9:59

ROMA – I bandi di concorsi del Comune? Li trovi solo in versione cartacea. Vuoi sapere curricula e stipendi di dirigenti, ministri, sindaci? Il web non ti viene incontro, nonostante un decreto del 2009 preveda la totale trasparenza della pubblica amministrazione. A distanza di 4 anni solo il 10% degli enti pubblici è in regola, gli altri sono quindi fuori legge. La maggior parte degli enti parla di “gap tecnologici” difficile da colmare, ma per molti è solo una scusa. Spiega La Stampa.

Dall’ultimo decreto, che rende obbligatorio pubblicare i patrimoni dei politici e i bandi di gara, pena lo stop agli stipendi e agli incarichi, il governo si aspetta la sferzata decisiva. Perché il gap tecnologico è una scusa dietro cui si sono nascosti in troppi. «Tutti hanno un’agenzia a cui affidarsi- spiega l’ingegnere Davide D’Amico, ideatore della «Bussola della trasparenza», il servizio messo a punto dal ministero della Pubblica Amministrazione- l’arretratezza è un fattore minimale». Difficile pensare che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali- ultimo in classifica, con appena quattro indicatori soddisfatti su quarantadue- abbia problemi hi-tech. E lo stesso vale per Difesa e Lavoro, appena più su in un settore in cui svettano lo Sviluppo, l’Interno e i Beni Culturali, che raggiungono il 100 per cento.

Ora la parola passa al garante per la privacy e alla conferenza unificata, che dovranno ratificare il «Freedom Act» made in Italy. Un provvedimento che, spiegano da Palazzo Chigi, garantirà «accessibilità totale delle informazioni su ogni aspetto dell’organizzazione e dell’attività amministrativa, del perseguimento delle funzioni istituzionali e dell’utilizzo delle risorse pubbliche». Poi le norme saranno operative. E anche per chi vive a Zapponeta, finalmente, potrebbe accendersi la luce.