Stop al nucleare, “legge porcata” per Di Pietro

Pubblicato il 21 Aprile 2011 17:22 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2011 17:27

ROMA – ''Berlusconi e' direttamente interessato, ha cancellato, o meglio tenta provvisoriamente di cancellare, il referendum sul nucleare per non far raggiungere il quorum. Noi su questo tema dobbiamo sconfiggerlo''. Lo scrive, nel suo blog, Antonio Di Pietro, che invita ad andare ''tutti a votare'' e, soprattutto, a ''far sentire la nostra voce anche al capo dello Stato''. Il leader Idv scrive che a Napolitano va detto: ''Signor capo dello Stato, provi a legger questa legge dell'ultimo minuto che hanno fatto il governo e la sua maggioranza sul nucleare''. ''E' una legge – osserva l'ex pm – fatta di due parti. Nella prima si dice: 'Viene abrogata la legge che prevedeva il nucleare'. Evviva, direi io. Sono quello che ha fatto il comitato referendario, che ha raccolto le firme! Siamo tutti contentissimi se quella legge e' abrogata. Pero' – rileva – c'e' la seconda parte. Dice che tra un anno il governo puo' rifare le centrali nucleari sula base delle indicazioni che gli dara' l'agenzia per il nucleare e dopo aver solo sentito, non ascoltato, le Regioni e il Parlamento''. Secondo Di Pietro significa che ''il governo chiede una delega in bianco, oggi a impedire il referendum ed entro un anno a fare tutto cio' che vuole senza neanche piu' dover avere l'approvazione ne' degli elettori, perche' toglie il referendum, ne' del Parlamento, che non deve piu' votare alcunche', e nemmeno delle Regioni. E rispetto a tutto questo l'ultimo arbitro, l'ultimo baluardo di legalita', e' il capo dello Stato. ''Una legge porcata di questo genere – sottolinea Di Pietro – non va firmata, non va promulgata. E' un'offesa ai cittadini. E' un'offesa alla Costituzione, leva ai cittadini i referendum per autodeterminarsi. Invece in questo modo si toglie il diritto ai cittadini di scegliere e si lascia in mano a una cricca la possibilita' di aggirare la legge, passando dalla legge ad personam all'abrogazione ad personam e a tempo provvisorio''. ''Per questa ragione – conclude Di Pietro rivolgendosi a Napolitano – buona Pasqua a tutti noi e a Lei, presidente Napolitano. Che questa festivita' le porti consiglio''.