Strage di Bologna, Priore: “Rivedere la storia delle stragi: furono un messaggio al governo”

Pubblicato il 26 luglio 2010 20:49 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2010 21:23

Rosario Priore

”Bisogna rivedere l’intera storia italiana sulle stragi, in particolare su quella di Bologna. Le stragi sono un messaggio da governo a governo o da organizzazioni a governo. Il nostro governo per un certo tempo ha avuto buone orecchie, poi l’udito è calato. Quindi sono stati lanciati forti messaggi”. Lo ha detto il giudice Rosario Priore durante un incontro ”bipartisan” a Roma sulla storia della strage di Bologna.

Secondo Priore, ”la rappresaglia da parte del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina è una chiave piuttosto utile per l’interpretazione della strage di Bologna”. L’ex ministro dei Trasporti, Rino Formica, ha osservato come sul caso di Bologna la politica ”forse ha compiuto un errore, non ricercando la verità storica autonomamente rispetto alla verità giudiziaria e paragiudiziaria delle commissioni d’inchiesta parlamentare”.

Formica ha auspicato che gli storici sappiano ”affrontare la vera ragione del silenzio: i vincoli della sovranità limitata fissati dagli accordi internazionali e le violazioni di questi limiti operate sia da paesi alleati che da nazioni ostili. L’Italia fu terra di guerra fredda accettata e di guerra calda subita”. Per Formica, quindi, bisognerà partire da libro ”Intrigo internazionale” di Giovanni Fasanella e Rosario Priore, presentato oggi, ”per tentare di forzare il muro del silenzio internazionale, perché nelle carte italiane, anche se ci fossero, l’interesse dei governanti di oggi è più scarso dei governanti di ieri”.

Sulla possibilità di una riapertura delle indagini sulla strage è intervenuto anche Giovanni Pellegrino, ex presidente della commissione Stragi, che ha affermato che comunque non ci sarà ”soddisfazione da parte di chi insorge con fischi e lamentele ogni 2 agosto, perché esiste la preoccupazione che si mettano in dubbio le condanne”. All’incontro Barbara Saltamartini (Pdl), promotrice dell’iniziativa, ha invitato l’intera classe politica ”a contribuire alla ricerca della verità: dobbiamo capire cosa è avvenuto e perche’ ”.