Strage di Capaci, Mattarella: “Falcone e Borsellino luci nelle tenebre. Giovani siate fieri del loro esempio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2020 9:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2020 9:55
Strage di Capaci, Mattarella: "Falcone e Borsellino luci nelle tenebre. Giovani siate fieri del loro esempio"

Strage di Capaci, Mattarella: “Falcone e Borsellino luci nelle tenebre. Giovani siate fieri del loro esempio” (Foto Ansa)

ROMA – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono “luci nelle tenebre”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda i due magistrati a 28 anni dalla Strage di Capaci

E, con loro, Francesca Morvillo e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Claudio Traina.

Un messaggio che il Capo dello Stato ha voluto rivolgere soprattutto ai giovani, invitandoli ad essere “fieri del loro esempio”. 

“La mafia  – ha spiegato Mattarella – si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra”.

“Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità”. 

“I due attentati di quel 1992 – ricorda Mattarella – segnarono il punto più alto della sfida della mafia nei confronti dello Stato e colpirono magistrati di grande prestigio e professionalità che, con coraggio e con determinazione, le avevano inferto durissimi colpi, svelandone organizzazione, legami, attività illecite”.

Per il Capo dello Stato “i mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società”.

“Nella loro mentalità criminale – aggiunge Mattarella – non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste”.

“I giovani – sottolinea – sono stati tra i primi a comprendere il senso del sacrificio di Falcone e di Borsellino, e ne sono divenuti i depositari, in qualche modo anche gli eredi”.

“Dal 1992, anno dopo anno, nuove generazioni di giovani si avvicinano a queste figure esemplari e si appassionano alla loro opera e alla dedizione alla giustizia che hanno manifestato”.

“Cari ragazzi, il significato della vostra partecipazione, in questa giornata, è il passaggio a voi del loro testimone. Siate fieri del loro esempio e ricordatelo sempre”, conclude Mattarella. (Fonti: Ansa, Adnkronos).