Le stragi saranno un po’ meno “segrete”: l’archivio della Commissione ora è digitale

Pubblicato il 30 Novembre 2010 15:14 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 16:04

Il segreto di Stato potrebbe allungarsi e andare oltre i 30 previsti dall’attuale legge. Ma qualcosa in più sulle stragi si saprà a breve, a partire dal 6 dicembre quando sarà finalmente completata la digitalizzazione dell’archivio della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e il terrorismo. Quel giorno, in Senato, sarà presentato questo archivio e saranno più accessibili i documenti della commissione che ha lavorato dal 1988 al 2001.

Quello della Commissione è, di fatto, il maggior archivio storico sulle stragi e il terrorismo esistente in Italia ed una dei maggiori nel mondo e viene aperto proprio mentre c’è da parte delle associazioni dei familiari delle vittime la richiesta di far cadere ogni forma di segreto su queste e altre carte che raccontano la peggior storia dell’Italia recente. Si tratta di una mole unica : 1 milioni di fogli,27 filoni di inchiesta che abbracciano tutto l’indice in rosso e nero della nostra storia Repubblicana: da Piazza Fontana alla strage di Bologna, dal caso Moro ad Ustica,da Piazza della Loggia all’omicidio Calabresi. Il vero ”archivio della vergogna” della nostra recente storia.

Estendere il segreto di Stato oltre i 30anni è argomento di questi giorni. Un proposta che dopo il “no” del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza interna) raccoglie anche le perplessità del senatore Pd Felice Casson, ex magistrato. Casson è tra i promotori dell’appello per l’apertura degli archivi di Stato e per l’abolizione della segretezza su tutti i documenti.

“Alcune vicende storiche fondamentali per la storia della nostra Repubblica si avviano verso il dimenticatoio e questo rappresenta un’enorme ingiustizia. Innanzitutto verso i familiari delle vittime -racconta Casson a Repubblica – ma anche verso chi pretende e ha il diritto di conoscere la verità. Dalla strage di piazza Fontana in poi, di molti avvenimenti – ma non di tutti – conosciamo la verità storica. Sappiamo che lo stragismo era un tassello della strategia della tensione volta a influenzare la politica interna ed estera italiana. La verità storica non sempre coincide però con la verità giudiziaria e ora si sta cercando di impedire ancora una volta questa possibilità”.