Strappo di Miccichè: nasce il Pdl Sicilia

Pubblicato il 3 Novembre 2009 9:40 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2009 10:45

In Sicilia i nodi interni alla maggioranza di governo vengono al pettine: Miccichè annuncia una scissione destinata a cambiare i rapporti di forza con inevitabile ricaduta sul piano nazionale. Usa toni impegnativi Miccichè, magari un po’ a sproposito – il nuovo gruppo paragonato all ‘Aventino del ’22 – ma è indubbio che il nuovo gruppo alla Regione rappresenta un passo avanti per la costituzione di un partito del Mezzogiorno, contraltare speculare alla Lega Nord.

«Ebbene sì, ci siamo. Domani si costituirà all’Ars (Assemblea regionale siciliana) il Pdl-Sicilia. È davvero il passo decisivo, un passo verso la schiarita definitiva all’interno del partito siciliano, che oggi, più che un partito, è una torre di babele, dove leader e leaderotti parlano, ognuno, un linguaggio politico differente; dove regna l’incoerenza di coloro che sventolano la bandiera della semplificazione politica, ma non si preoccupano di attaccare a piè sospinto un governo dove siedono anche assessori di loro riferimento». Le parole sono ancora quelle di Gianfranco Miccichè, poche righe scritte dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sul suo blog.

Il nuovo gruppo all’Ars viene presentato oggi, martedì 3 novembre, alle ore 11 nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana. Saranno presenti i parlamentari regionali che entreranno a far parte del nuovo gruppo e diversi parlamentari nazionali tra cui Pippo Fallica, Nino Lo Presti, Ugo Grimaldi, Nino Minardo e Francesco Stagno d’Alcontres.

«È da qui, cioè dalla coerenza dei comportamenti – scrive Miccichè sul blog- che deve cominciare quel processo, senza dubbio virtuoso, di semplificazione della politica ed è da qui, dalla nostra esigenza di coerenza, che nasce il gruppo del Pdl-Sicilia: perché la gente rischia di non capirci più nulla». «A me interessa – prosegue – che la gente sappia che c’è una parte consistente, anzi maggioritaria, del Pdl siciliano che, pur mantenendosi fedele al progetto Berlusconi, sente il bisogno di distinguersi da una gestione del partito che è da definire ribelle, perchè assolutamente antitetica ai valori di coerenza, lealtà, libertà e capacità che Berlusconi portò con sè, quando decise di scendere in campo e fondare Forza Italia».

Dalle elezioni di un anno fa, il quadro politico è profondamente mutato ed è ancora in fase di evoluzione. L’Udc è stato messo fuori dalla prima giunta ed ora è all’opposizione, mentre il Pdl, primo gruppo con 32 deputati, si dividerà in due gruppi: quello dei 17 «lealisti» che fanno riferimento ai coordinatori siciliani Giuseppe Castiglione e Domenico Nania e quello formato dai deputati dell’asse Miccichè-Misuraca forte di 15 parlamentari, più la Adamo e gli ex di An vicini a Gianfranco Fini. La spaccatura riguarda anche le due parlamentari del Pdl, ancora iscritte formalmente al gruppo misto: Giulia Adamo, fedelissima di Miccichè, e Marianna Caronia, vicina ai «lealisti».

l Pdl-Sicilia «tende a rafforzare il nostro partito e fare rispettare la volontà dei siciliani che hanno eletto il presidente Raffaele Lombardo, mentre a creare problemi, a mettere i bastoni tra le ruote, è chi da mesi rema contro, mettendo costantemente in crisi l’azione di rinnovamento del governo regionale», ha affermato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in un’intervista al quotidiano La Sicilia di Catania.

Duro il commento sulla scelta di Miccichè da parte della pd Debora Serracchiani: «I sintomi c’erano già tutti, ma quando i segnali del malessere cominciano ad arrivare dalla Sicilia, si può dire che per Berlusconi e il suo impero è iniziato il declino».