Sud dà 44% a M5S, poi clicca: quanto mi spetta a cranio/famiglia di reddito cittadinanza?

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 6 marzo 2018 14:32 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2018 14:32
Elezioni 2018: Sud dà 44% dei voti a M5S, poi clicca: quanto mi spetta a cranio/famiglia di reddito cittadinanza?

Sud dà 44% a M5S, poi clicca: quanto mi spetta a cranio/famiglia di reddito cittadinanza? (foto Ansa)

ROMA – Sud dà 44% dei voti a M5S e subito, nella notte tra domenica e lunedì, lo stesso Sud d’Italia clicca, domanda e si informa: e ora quanto mi spetta di reddito a casa?

La prima cifra, quella del plebiscito pro M5S nelle Regioni meridionali, Sicilia e Sardegna comprese, la trovate nella lettura-analisi che Roberto D’Alimonte fa del voto del 4 marzo (Sole 24 Ore). Il dato del Sud è praticamente senza precedenti: quasi 44 per cento dei voti a M5S, con punte del 48 per cento in Campania.

In televisione ci si è chiesti (poco) se fosse più protesta/disagio o più voglia di tutti a casa o…La risposta (non difficile) su cosa fosse è arrivata dalla seconda cifra, anzi da un grafico. La risposta è nel grafico di Google Trends su cosa il Sud d’Italia ha cercato in rete nelle ore prima e soprattutto nelle ore subito dopo il voto, quando si è capito che M5S aveva vinto e che forse, probabilmente M5S diventava governo.

Bene, come nota argutamente Mattia Feltri su La Stampa, il grafico dice che due paroline hanno avuto in quelle ore picchi di ricerca. Eccole le due paroline: reddito di cittadinanza. Si è andati dunque in massa e con preciso interesse a cercare di sapere quanto, quanto spetta. Quanto spetta a cranio, a famiglia. Quanto ne viene, per ciascuno che cosa c’è. E quindi vai a cliccare reddito di cittadinanza per sapere che 700 al mese abbondanti se sei single, ma in coppia e con due figli può arrivare a 1.600 euro al mese che arrivano a casa, li manda lo Stato.

Va il Sud a cliccare reddito di cittadinanza per sapere a chi spetta (milioni), come si fa ad averlo, quali “carte” bisogna esibire. Va il Sud insomma a vedere cosa ha acquistato, comprato, ottenuto con il voto: io ho dato il 44 per cento a te, ora quanto mi spetta in cambio? E così facendo nella maniera più spontanea, immediata e tracciabile che c’è il Sud risponde alla domanda su quale sia stato il più grande e vero perché del suo voto in massa per M5S-Di Maio.

Grafico di Google Trend che conferma, visualizza come meglio non si può la breve analisi di Paolo Bricco sul Sole 24 Ore che titola: “Sud a Cinque Stelle figlio del declino della spesa pubblica”. Si spiega nel testo come il Sud assistito e assistito e assistito abbia visto negli ultimi anni calare non la spesa pubblica in quanto tale ma l’incremento atteso della spesa pubblica. E che, poiché di spesa pubblica improduttiva il Sud vive e di altro non sembra voler e poter vivere e poiché i ceti politici altra funzione non si sono intestati che quella di bussare cassa a Roma e portare spesa sul territorio…

E’ accaduto, racconta Bricco, che quando il flusso di denaro pubblico ha rallentato la sua velocità il Sud si sia sentito tradito e scippato di un suo diritto e abbia allora trasformato nella sua percezione i portatori di pubblico denaro di prima, che prima mandava a Roma a incassare per proprio conto e carichi di voti, in Casta invotabile da abbattere perché tradiva portando a casa-territorio meno soldi di prima. La categoria madre di M5S, la politica ladra e corrotta, viene elaborata e sviluppata al Sud come furto del diritto alla spesa pubblica crescente come unica forma di reddito reale (non criminale). Ecco quindi che la società meridionale in maniera trasversale e massiccia cerca con il voto un altro pagatore più efficiente e solvente di quello di prima ma mentre questo fa ama credere stia cercando onestà.

Sud d’Italia che già sta pagando la sua inefficienza e il suo abituarsi alla spesa improduttiva come diritto su scala anche europea. I Fondi europei, che prima andavano in gran parte al Sud d’Italia che li convertiva solo in  stipendi e quasi mai in impresa, solo in sovvenzioni e praticamente mai in investimenti reali, solo in cantieri-fabbriche di spreco e mai in reali nuove infrastrutture, ora vanno a paesi dell’Est europeo che partono altrettanto poveri del Sud d’Italia ma tali non restano perché i soldi europei li fanno fruttare mentre il ceto politico, la società civile il popolo al Sud d’Italia (fino a ieri concordi e sodali) i soldi europei letteralmente se li mangiavano e basta. Ora il Sud d’Italia, per incontestabile volontà popolare, ha scelto come saltare il problema: dando il 44 per cento dei voti a M5S, in cambio quanto mi spetta a cranio/famiglia in reddito di cittadinanza?