Supplenti precari caos scuola: Giannini salta? Anche i suoi: “Non puoi abolirli”

Pubblicato il 30 Agosto 2014 11:33 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2014 11:33
Supplenti precari caos scuola: Giannini salta? Anche i suoi: "Non puoi abolirli"

Stefania Giannini. Le corna forse non bastano a salvare i precari e salvarle il posto

ROMA – Non ci saranno le promesse assunzioni di massa dei supplenti precari. L’annuncio del ministro della Istruzione Stefania Giannini ha fatto sognare legioni di professori precari che speravano di essere tra i 100 mila prescelti per il posto fisso.

Ora però anche Stefania Giannini rischia di diventare precaria, almeno come componente del Governo Renzi. Esibirsi su una spiaggia della Versilia a seno nudo non le ha portato fortuna: gli dei confondono quelli che vogliono perdere.

Poi però è calata la mannaia di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, peggio dell’Isis: la povera Giannini è finita a cuccia e c’è chi le prevede una grama fine fuori dal Governo.

Gli studenti sintetizzano:

“Le svolte epocali annunciate si infrangono sull’incertezza dei finanziamenti”.

Il Messaggero di Roma prova a tranquillizzare le moltitudini:

“Il progetto di riforma della scuola sarà presentato al Consiglio dei ministri di mercoledì. Nell’annunciarlo, Renzi ha detto che «il programma è pronto» e che «non c’è nessun problema di copertura, anche perché il progetto che abbiamo in mente fa data al 2015. Non l’abbiamo presentato oggi per non mettere troppa carne al fuoco».

“Dopo la gelata delle aspettative nel mondo della scuola provocata dal rinvio del pacchetto-istruzione, il premier rassicura i delusi spiegando che la riforma«non si articola nella sola stabilizzazione dei precari, è l’assunzione di un patto con le famiglie. Chiediamo di cambiare le regole del gioco e di valutare il lavoro degli insegnanti».

“Renzi nega tensioni con il ministro Giannini, anche se, tra il serio e il faceto, aggiunge: «Poi non sempre condivido quello che dice la Giannini, ma questo penso sia un fatto di igiene mentale».

Lo slittamento dei provvedimenti sulla scuola ha scatenato la protesta degli insegnanti,

“soprattutto ”quota 96“ e precari”.

M5S attacca Renzi:

“Alla prova dei fatti, la sua baldanzosità ha sbattuto il muso contro la dura realtà”.

Il Giornale dei Berlusconi sembra quasi gongolare:

“Che pasticcio sulla scuola Giannini rischia la poltrona. Dopo le promesse una figuraccia: slitta a mercoledì la riforma dell’istruzione Resta il gelo tra premier e ministro che adesso potrebbe perdere il posto”.

Pier Francesco Borgia nota con un po’ di crudeltà:

“L a riforma della scuola? Bocciata. Anzi no: rimandata a settembre”.

E aggiunge:

“Renzi si era dato la briga di sventolare un progetto che prevedesse tra le linee guida anche la regolarizzazione dei precari. E a nulla è servita la prudenza altrettanto propagandata dal ministro Pier Carlo Padoan che si è affrettato a precisare che nel decreto Sblocca-Italia non ci sarebbero state coperture finanziarie per alcun tipo di «riforma» scolastica. Giovedì sera è bastato un attimo per passare dall’euforia all’amarezza del disincanto”.

Venerdì di buon mattino lo stesso Matteo Renzi ha tentato, attraverso Twitter, di calmare gli animi di quanti si sono sentiti traditi da questo slittamento.

La riforma è solo rinviata di pochi giorni, avverte Renzi che aggiunge inoltre: «Non è stato di certo un problema di copertura finanziaria. Mercoledì la presenteremo in Consiglio dei ministri».

Se ci sarà un rimpasto di Governo, aggiunge Pier Francesco Borgia,

“sono in molti a scommettere sulla poltrona di Stefania Giannini, data in partenza. Voci che fondano le proprie previsioni anche sulla difficile coabitazione dell’esponente di Scelta Civica e del segretario del Pd. Attriti poi smentiti dallo stesso Renzi, parlando con i cronisti al termine del Consiglio”.

Nella sostanza, però pare che Matteo Renzi sia andato fuori dai gangheri per

“la promessa, fatta da Stefania Giannini davanti alla platea riminese di CL di sgravi fiscali per le rette scolastiche delle scuole private. Annuncio poco gradito a Renzi che subito si è preoccupato di oscurare l’ipotesi con la promessa della regolarizzazione di 100mila precari. Ma il dado era tratto. D’altronde lo stesso ministro è stato smentito con tatto dagli stessi dirigenti del suo Ministero della Istruzione: le supplenze? impossibile azzerarle. Quella che era solo una semplificazione giornalistica viene spiegata così: la riforma prevederebbe la gestione da parte degli istituti scolastici di «organici funzionali» nei quali inserire anche gli eventuali supplenti, assegnati alle scuole con incarico triennale”.

Ai supplenti, centinaia di migliaia (100 mila sono i posti promessi, ma gli aspiranti sono molti di più, si aggiunge il malcontento dei cosiddetti «quota 96», cioè quegli insegnanti bloccati sulla cattedra dalla riforma Fornero. Sono circa 4mila:

“La nostra istanza è stata nuovamente rimandata. Ci hanno promesso un decreto ad hoc, ma finora non è stato fatto nulla. Il governo deve darsi obiettivi inferiori a quelli che annuncia, così forse riesce a raggiungerli”.