Suspense per la fiducia: la conta dei numeri. Alfano: 25 sì, 32 no, 24 fuori

di Emiliano Condò
Pubblicato il 2 ottobre 2013 11:31 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2013 13:31
berlusconi

Silvio Berlusconi (foto Ansa)

ROMA – Ventitrè firme tra Pdl e Gal, forse 25. Ma forse tutto il Pdl voterà la fiducia, anzi no: contrordine. Il Pdl vota contro. Non appena Enrico Letta finisce il suo intervento in Senato scatta immediatamente la conta dei voti. Ce la farà ad ottenere la fiducia? La situazione è assolutamente incerta. E lo è anche per  parole di Silvio Berlusconi che dopo due giorni di requiem per il governo, mercoledì mattina improvvisamente annuncia: “Ascoltiamo Letta e poi vediamo”.

Ascolta. riunisce i suoi e poi conferma, fino alla morte la linea dura: no alla fiducia all’unanimità. Unanimità di ciò che resta del Pdl, oramai di fatto scisso in due gruppi.

E per dare un’idea del caos puro della mattinata basta scorrere le agenzie. Nel giro di mezz’ora l’Ansa annuncia l’apertura di Berlusconi, la proposta ai voti, il no alla fiducia. E ancora: un primo flash ipotizza la possibilità che il Pdl diserti l’aula al momento del voto. Uno successivo di soli pochi minuti invece dice che il Pdl ci sarà e ci sarà anche Berlusconi a votare no a Letta.

Insomma  in Senato durante e dopo il discorso di Letta cambia tutto. Berlusconi vede con i suoi occhi che il dissenso c’è. Gaetano Quagliariello porta una lista con 23 firme ma gli scissionisti potrebbero essere molti di più. E di conseguenza riunisce i suoi: proposta ai voti. Anche perché Roberto Formigoni annuncia su Sky che ci sono 25 senatori Pdl e 10 del Gal pronti a formare un nuovo gruppo.

Succede quindi che la questione fiducia finisce ai voti. Il gruppo Pdl si riunisce e ribadisce il no “unanime”.  La partita è aperta e la scissione è un fatto. Anche se Carlo Giovanardi, uno dei pro Letta, la nega con un gioco di parole: “Non siamo noi a uscire dal Pdl, sono loro a fare Forza Italia”. Tradotto: falchi in Fi, colombe nel Pdl.

Resta l’incognita numeri. Incognita non da poco. Perché da quei numeri dipende il futuro politico di Enrico Letta. Al momento tra fuoriusciti e Gal quota 161 sembra garantita. Ma vista la giornata, non si sa mai.

 Alfano mostra i numeri a Letta: 32 no, 25 sì. ”32 per sfiducia, 24 per uscire dall’Aula, 25 per votare fiducia”. Totale ”81” senatori del Pdl. Angelino Alfano nell’Aula del Senato mostra a Enrico Letta un foglietto con questi numeri relativi al gruppo Pdl. ”Una decina assenti o non schierati”, annota.