Il piano per svuotare Lampedusa: respingimenti di massa. Bossi: “Foera di ball”

Pubblicato il 29 Marzo 2011 9:05 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2011 15:56

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Arriva il piano Lampedusa, un piano alternativo per svuotare l’isola se non si dovessero fermare gli sbarchi. Si parla di respingimenti di massa, per fare traslocare i migranti e spedirli in centri ad hoc. L’Italia si è impegnata a fornire uomini e mezzi per il controllo dei porti, ma vuole che la Tunisia blocchi l’esodo verso le coste siciliane per un patto da 150 milioni.

Se il paese in evoluzione dopo la cacciata di Ben Ali non dovesse “collaborare” Roma ha la sua carta da giocarsi, quella di rimandare i migranti clandestini direttamente da dove sono venuti.

”Foera da i ball”. Umberto Bossi usa un’espressione dialettale lombarda e risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono quale sia la soluzione per l’emergenza immigrati a Lampedusa a causa dell’esodo dal Nord Africa. ”L’Europa deve intervenire presto. L’isola di Lampedusa è al collasso e il flusso di immigrati non diminuisce, motivi in più perchè – spiega Umberto Bossi ai cronisti a Montecitorio – l’Unione Europea intervenga presto”.

Per ora è tutto in stand by, si aspetta di vedere gli effetti del piano numero uno: quello per evacuare Lampedusa con sei navi passeggeri di varie compagnie di navigazione e anche dell’unità militare San Marco. Lo step successivo, secondo quanto indicato dal prefetto Giuseppe Caruso, commissario straordinario per l’emergenza immigrazione, sarebbe quello di portare gli stranieri senza permesso altrove:  oltre a Taranto, ci sono Caltanissetta, Pisa e Potenza.

La nave della flotta Grimaldi, per esempio, con a bordo 827 immigrati provenienti da Lampedusa è già arrivata a Taranto nell’area della stazione navale di Mar Grande della Marina militare. Gli immigrati sono stati trasferiti in pullman alla tendopoli di Manduria (Taranto). Con l’arrivo degli 827 migranti il numero delle persone ospitate nella tendopoli salirà poco più di 1.200, tenuto conto che nei giorni scorsi dalla struttura sono fuggiti, secondo un calcolo approssimativo, circa 150 immigrati. Ier, 28 marzo, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano ha dichiarato che la tendopoli  può accogliere al mssimo 1.500 immigrati.

La linea del Viminale, quella dettata dal ministro in quota Lega Roberto Maroni è quella dei “respingimenti forzosi”, del mandare tutti a casa. Da gennaio ad oggi sono circa 20 mila i migranti approdati a Lampedusa in cerca di un ponte per l’Occidente, magari per poi raggiungere la Francia e il benessere. Sono per la maggior parte tunisini, ma ci sono anche tanti libici: per lo più sono uomini, ma negli ultimi giorni sono arrivate anche donne con bambini.

I dati degli ultimi sbarchi parlano di 454 i migranti arrivati sull’isola la scorsa notte. I primi 190 (e non 145 come si credeva in un primo momento) sono sbarcati poco prima della mezzanotte: si tratta per lo più di eritrei, tra cui molte donne e bambini, soccorsi dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, coordinate dalla Capitaneria di porto. Dal secondo barcone sono arrivati 149 tunisini, scortati in porto da un guardacoste, altri 115 sono sono stati soccorsi, da due guardacoste, e giunti in porto alle 3.25.

Tra le tante donne che si trovavano sul barcone soccorso nella notte tra lunedì e martedì a circa 30 miglia da Lampedusa c’era anche una puerpera incinta di sette mesi trasferita nel poliambulatorio subito dopo giunta nell’ isola. Nel barcone anche diversi bambini, tra cui cinque neonati, il più piccolo di due mesi. I migranti sono stati trasbordati sulle motovedette della guardia costiera e della finanza in condizioni difficili, col mare mosso. Eritrei, somali ed etiopi sono stati trasferiti nell’ex base Loran, dove ci sono già un centinaio di minori e donne tunisine.