Tagli alla politica, le Camere fanno a gara: il Senato risparmia sei milioni

Pubblicato il 1 Febbraio 2012 0:30 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2012 0:08

ROMA, 31 GEN – E' sfida tra le Camere per tagliare i costi della politica. Dopo Montecitorio, anche palazzo Madama ha infatti deciso di intervenire sui trattamenti economici e pensionistici dei parlamentari con il risultato che quella che doveva essere un'azione congiunta dei due rami del Parlamento per determinare condizioni di parita' di trattamento per senatori e deputati, e' risultata una gara senza esclusione di colpi tra le due Camere. Complice lo zampino della Lega che non ha esitato a fare di tutto per mettere zizzania tra i due organi istituzionali.

Il fatto e' che dopo le polemiche sugli sbandierati 'tagli' alle indennita' dei deputati, che hanno subito una decurtazione in busta paga che serve pero' solo a sterilizzare l'aumento che si sarebbe determinato per il diverso trattamento fiscale tra il vecchio vitalizio e il nuovo sistema contributivo, oggi anche palazzo Madama ha approvato la stessa decisione per i senatori.

Ma a differenza della Camera, che ha deciso di accantonare le somme emerse in un fondo che molto probabilmente servira' a garantire Montecitorio da possibili ricorsi, il Senato ha scelto di utilizzare queste somme risparmiate per ridurre le spese in bilancio. Anche perche' non si tratta di somme irrisorie: il taglio del 13% delle indennita' dei senatori per mantenere ferma la busta paga di base a circa 5 mila euro netti al mese, fara' infatti emergere ben 6 milioni di euro da mettere a risparmio.

Ma ad annunciare la novita', mentre era ancora in corso il Consiglio di Presidenza con Renato Schifani, e' stato il questore della Lega, Paolo Franco. Il quale, non solo rivendica la paternita' della proposta ma bolla l'accantonamento deciso dall'ufficio di Gianfranco Fini come un 'fondo nero'. Una valutazione definita un ''colossale errore'' dall'Ufficio di Presidenza di Montecitorio che si difende: ''i risparmi derivanti dal mancato aumento dell'indennita' parlamentare sono stati semplicemente accantonati in attesa di stabilirne la finalizzazione''.

Spiega anche il presidente Schifani: ''quelle prese oggi sono decisioni assunte all'unanimita'' dal Consiglio di Presidenza. Dove pero' la riunione e' stata molto tesa, al punto da dover essere interrotta per un paio di volte a causa del malumore provocato dai colleghi della Lega. ''C'e' stato un certo disappunto dei presenti perche' le decisioni prese sono state assunte all'unanimita' ma 'anticipate' da un gruppo durante lo svolgimento della seduta'' spiega il segretario della Presidenza, il pidiellino Lucio Malan.

Intanto, mentre il presidente del Senato annuncia la volonta' di procedere entro febbraio alla revisione dei benefit per gli ex presidenti delle Camere, riducendo ad un arco temporale da stabilire i benefici (ufficio, staff di segreteria ed auto blu) che ora sono a vita, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rilancia la proposta di ridurre il numero dei parlamentari. ''Per ridurre il costo complessivo del sistema politico sarebbe arrivato il momento di ridurre il numero dei parlamentari, perche' – osserva – 945 parlamentari e centinaia e centinaia di consiglieri comunali e regionali finiscono per determinare un costo certamente rilevante''.