Salvi piccoli ospedali e (per ora) le province: costano più Iva nel 2013

Pubblicato il 5 luglio 2012 23:48 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2012 1:08

ospedaleROMA – I 216 piccoli ospedali che rischiavano di essere tagliati dalla spending review sono definitivamente salvi, così come (almeno per il momento) le province. La loro “salvezza” dalla scure dei tagli del governo Monti, però, costerà più Iva nel 2013. Il taglio dei mini-ospedali che comportava risparmi per circa 200 milioni di euro non è entrato nella versione definitiva del decreto legge varato dal Consiglio dei ministri nelle prime ore del 6 luglio, di notte, dopo una riunione durata ben 7 ore. Il mancato taglio è stato compensato con l’abbassamento del tetto di spesa per i dispositivi medici al 4,8%.

Così, anche senza i tagli ai piccoli ospedali e alle province sono saltati, dovrebbe slittare di un anno l’aumento di due punti dell’Iva. Originariamente previsto per ottobre, grazie alla spending review in una delle sue ultime bozze slitta al primo luglio 2013. Con l’intenzione, annunciata del governo, di “sterilizzarlo”, ovvero neutralizzarlo dopo, se le finanze pubbliche lo consentiranno. Si parla di un “dopo” in cui però questo governo non ci sarà: la scelta toccherà a chi arriverà dopo Monti.

Rispetto ai testi diffusi nei giorni scorsi della spending review sono diverse le modifiche: cancellati due dei tagli più significativi, quello delle province che avrebbero dovuto passare dal 107 a 61 e quello dei 216 piccoli ospedali. Per quanto riguarda le province, è la rassicurazione del governo, è solo un discorso rimandato: per il riassetto degli enti, già ad agosto, assicurano, dovrebbe arrivare una norma ad hoc.

La bozza della spending review entrata al Cdm conferma invece l’aumento di 55.000 unità di lavoratori ‘esodati’ salvaguardati. Il testo indica quattro diverse categorie interessate, una delle quali rappresenta una ulteriore riapertura (fino ad un massimo di 1.600 lavoratori) rispetto ai lavoratori inseriti nel precedente decreto.

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Arriva poi il taglio ai ministeri senza portafoglio. Il tutto nella forma di riduzione degli stanziamenti per le politiche dei singoli ministri senza portafoglio e sottosegretari, con un risparmio complessivo non inferiore a 20 milioni di euro per l’anno 2012 e di 40 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.  Tagli robusti e confermati anche per Palazzo Chigi: anche l’ultima bozza prevede infatti  una riduzione delle spese di funzionamento sul bilancio di Palazzo Chigi con un risparmio di 5 milioni per il 2012 e 10 milioni a decorrere dal 2013.

Arriva, sempre secondo l’ultima bozza,  una stretta sul personale degli enti locali. Fermo restando i vincoli gia’ previsti, entro il 2012 verranno stabiliti ”i parametri di virtuosità per la determinazione delle dotazioni organiche, tenendo prioritariamente conto del rapporto tra dipendenti e  popolazione residente’. Per i dipendenti della Pubblica amministrazione, poi, un’altra novità che non farà piacere a tutti: arriva la ”valutazione organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici”. Di fatto si  introduce una sorta di ”pagella” sull’attivita’ dei singoli dipendenti pubblici estendendo a tutti i lavoratori pubblici le norme ora previste solo per pochi settori.

”Nelle more dei rinnovi contrattuali”, si legge nella bozza, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ”previo parere della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, sono individuati i criteri per la valutazione organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 18 del decreto legislativo 29 ottobre 2009, n. 150. I criteri stabiliti con il predetto decreto non si applicano alle amministrazioni che sono già dotate di strumenti per la valutazione organizzativa ed individuale dei dipendenti”.

Nuovi tagli in arrivo sulla sanità  nel 2014 e negli anni a seguire, con un impatto che dovrebbe ammontare a due miliardi annui: questo il quadro prossimo venturo che avrebbe deciso il governo secondo quanto reso noto dal governatore della Basilicata, Vito De Filippo. ”Nel corso dell’incontro di oggi – ha spiegato – abbiamo finalmente avuto la possibilita’ di vedere una parte del decreto legge che regola i tagli sulla sanita’, apprendendo anche quest’ultimo brutta novita”’. Immediata la replica delle Regioni che parlano di  tagli ”insopportabili” e invitano  il governo cambiare rotta o “sarà rottura istituzionale”. Le Regioni faranno appello al Capo dello Stato.

Cesoie in mano anche per quanto riguarda gli uffici giudiziari: ne verranno tagliati quasi 300. E’ quello che prevede la bozza del ministro della Giustizia Paola Severino. Per l’esattezza sono 295 gli uffici destinati alla soppressione o all’accorpamento: 37 tribunali,38 procure e 220 sezioni distaccate. La decisione sul taglio dei Tribunali è slittata però a un prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente uno nuovo aggiornato al 6 luglio.

Altro aggiustamento riguarda i trasferimenti dello Stato per le spese per consumi intermedi, agli organismi anche costituiti in forma societaria, dotati di autonomia finanziaria: quelli inseriti nel conto economico consolidato della P.a. sono ridotti del 5% nel  2012 e del 10% a decorrere dal 2013 della spesa sostenuta nel 2010.

Tra i tagli che saltano, invece, c’è quello di 100 milioni l’anno per il biennio 2013-2014 previsto inizialmente per gli armamenti. Viene poi cancellato anche il taglio di 10 milioni, nel 2012, del fondo per le vittime dell’uranio impoverito.

Spunta nell’ultima bozza della spending review il taglio ai contributi di radio e tv locali. I fondi sono ridotti di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Infine anche un piccolo investimento arriva per i libri scolastici gratuiti. La bozza del dl spending review, in entrata al Consiglio dei ministri, prevede lo stanziamento di 103 milioni di euro l’anno a partire dal 2013.