Taglio parlamentari sospeso: raggiunte le firme per il referendum, 41 sono di Forza Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 15:18 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 17:44
Taglio dei parlamentari, raggiunte le firme per indire il referendum

Montecitorio (Ansa)

ROMA  –  Si avvicina il referendum sul taglio del numero dei parlamentari, che dovrà quindi passare per la consultazione popolare. La Fondazione Einaudi, promotrice della raccolta firme, fa sapere di aver raggiunto l’obiettivo di 64 senatori (un quinto del totale) necessario a indire il referendum costituzionale.

Un risultato che rafforza le speranze di chi punta su elezioni anticipate. Se, infatti, il governo cadesse nei prossimi mesi, nel periodo in cui saranno in corso le procedure per il referendum, si tornerà alle urne per eleggere l’attuale numero di quasi mille parlamentari, non ridotto del 30 per cento come previsto dalla legge.

Tra i firmatari figurano due soli esponenti della Lega, entrambi ex M5s: Ugo Grassi e Francesco Urraro. E tre senatori attualmente nel Movimento che, tra l’altro, era stato il primo promotore del taglio dei parlamentari: Giarrusso, Di Marzio e Maricotti. Gli altri sono 7 eletti nel Pd, due renziani e una folta schiera di senatori di Forza Italia (41) che difficilmente sarebbero rieletti con la drastica riduzione dei seggi.

Il referendum dovrebbe svolgersi tra fine aprile e giugno. I tempi di indizione della consultazione popolare sono scanditi dalla legge sui referendum, la 352 del 1970. Si tratterebbe del quarto referendum costituzionale tenuto durante la storia della Repubblica, dopo quelli del 2001, del 2006 e del 2014.

“Entro tre mesi dalla pubblicazione” in Gazzetta della riforma vanno raccolte le firme per chiedere il referendum. Essendo stata pubblicata il 12 ottobre, i 64 senatori dovranno depositare le loro firme entro il 12 gennaio presso la Cancelleria della Cassazione. Dal momento del deposito delle firme, la Cassazione “decide, con ordinanza, sulla legittimità della richiesta entro 30 giorni dalla sua presentazione”. Se le firme sono regolari la Cassazione “comunica immediatamente” l’ammissione del referendum “al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Presidente della Corte costituzionale”.

Entro i successivi 60 giorni “il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri”. “La data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione”. Ogni fase ha tempi elastici, quindi a seconda della conclusione di ciascuna fase (a cominciare dalla data di deposito delle firme dei 64 senatori in Cassazione), i tempi di celebrazione del referendum varieranno tra fine aprile e giugno. 

Ecco l’elenco dei 64 inquilini di Palazzo Madama che hanno firmato.

Italia Viva: Garavini, Nencini
Lega: Grassi, Urraro
5Stelle: Giarrusso, Di Marzio, Maricotti
Pd: Nannicini, Verducci, Rojc, Rampi, D’Arienzo, Giacobbe, Pittella
Forza Italia: Serafini, Cangini, Dal Mas, Masini, Caliendo, Moles, Causin, Minuto, Fantetti, Pagano, Rizzotti, Binetti, Stabile, Schifani, Mallegni, Sciascia, De Siano, Carbone, Caligiuri, Cesaro, Saccone, Vitali, Lo Nardo, Messina, Craxi, Berardi, Perosino, Alderisi, Paptheu, Barboni, Fazzone, Biasotti, Aimi, Giro, Modena, Malan, Gasparri, De Poli, Pichetto, Fratin, Paroli
Misto: Martelli, De Falco, Nugnes, Fattori, Bonino, De Bonis, Buccarella, Merlo, Cario,
Rubbia (non iscritto ad alcun gruppo)

(Fonte: Ansa)