Tamponi ancora pochi e soprattutto lenti. Col Mes per tutti e subito, ma…

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 Settembre 2020 9:58 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2020 9:58
Italia. Tamponi ancora pochi e soprattutto lenti. Col Mes per tutti e subito, ma...

Tamponi ancora pochi e soprattutto lenti. Col Mes per tutti e subito, ma… (Foto d’archivio Ansa)

Tamponi ancora pochi e soprattutto lenti. Da pochi giorni se ne cominciano a fare circa 90/100 mila al giorno, dopo settimane e mesi a quota 50/70 mila ogni 24 ore.

Ma è stato calcolato (per difetto) ne occorrerebbero almeno 300 mila ogni 24 ore. Soprattutto tamponi lenti: arrivano spesso giorni dopo che sono stati richiesti e il tempo dell’attesa congela la vita sociale e familiare di chi aspetta di sapere se è positivo o no al coronavirus.

TAMPONI LENTI: LA PAURA E LA DISERZIONE DAI TEST

Basta uscire dal mondo astratto dei comunicati ufficiali e dei testi dei notiziari, basta origliare un po’ la realtà per sentire storie come questa: moglie docente a scuola, marito commerciante, se la prof fa il sierologico e risulta positiva poi deve attendere il tampone e nel frattempo tutti in quarantena volontaria. Che volontaria non è proprio e spesso proprio non è: il marito si rifiuta di rinunciare all’incasso di giorno di lavoro, la moglie diserta il test.

Test sierologici che dovrebbero essere obbligatori per chiunque svolga attività che prevedono alto tasso di contatto con pubblico o clienti, quindi scuola, bus, negozi…E che invece sono su base volontaria. Diventando quindi approssimazioni della realtà e quindi approssimazione della prevenzione.

Test sierologici obbligatori sarebbero un presidio della protezione dal contagio (protezione è la parola esatta, sicurezza è quella sbagliata: sicurezza non esiste, se ci fosse, come tutti si riempiono la bocca, la massima sicurezza di evitare il contagio, allora non ci sarebbe contagio e virus). Ma lo Stato e il governo, oltre a molto altro, non hanno la faccia e l’autorevolezza per imporli.

Soprattutto perché un test obbligatorio presuppone un tampone diagnostico subito dopo. Anzi, il tampone diagnostico dovrebbe essere assicurato entro poche ore, 24 al massimo, a chiunque abbia avuto test positivo al sierologico e a chiunque rientri nelle catene di contatto di un positivo, ai familiari, ai conoscenti, a coloro che ha frequentato nelle ultime settimane…

Tampone entro 24 ore garantito e accessibile, questo ormai dovrebbe essere quasi un diritto. Anche per snidare i non pochi che si imboscano, si negano, si sottraggono all’obbligo morale e civile di andarsene in giro pur essendoci il sospetto di portare con sé il contagio.

TAMPONE ENTRO 24 ORE PER PASSARE AUTUNNO E INVERNO

E tampone entro 24 ore al massimo deve essere una certezza se si vuole passare indenni o quasi l’autunno-inverno. Ci saranno cinque milioni (se va bene e se la gente si vaccina) oppure otto milioni di casi di influenza in tre, quattro mesi. Senza il tampone diagnostico garantito e veloce, quanto di questi casi verranno sospettati di essere Covid? Con enormi conseguenze psicologiche, sanitarie e anche e soprattutto economiche.

Senza tampone entro 24 ore saranno in molti, si arriverà in molti a nascondere la propria febbre per non perdere lavoro. E’ indispensabile che milioni di casi di influenza in arrivo vengano subito scagionati dal sospetto di essere Covid mediante appunto tampone. Tampone disponibile, accessibile, veloce, garantito.

TAMPONI PER TUTTI, IN 24 ORE. PAGHEREBBE IL MES, MA…

Tamponi per tutti in 24 ore al massimo dall’insorgenza del dubbio diagnostico, si può fare? Certo ci vuole grande sforzo e capacità organizzativa altrettanto grande. E molto lavoro (per capirci, occorre più o meno il contrario del gioco al trova tutte le obiezioni possibili cui giocano molti, troppi, intorno alla scuola). Sforzo, capacità, lavoro, voglia e consapevolezza e coscienza civile non direttamente dipendono dai soldi. Ma tampone per tutti entro 24 ore al massimo dipende anche dai soldi.

Tampone entro 24 ore, per tutti coloro cui serve, ci sarebbe chi lo paga. Ci sono 36 miliardi del Mes disponibili, lì pronti. Ci si possono assumere infermieri, ci si possono comprare reagenti, ci si può aprire ambulatori, ci si possono moltiplicare i laboratori, assumere personale qualificato di laboratorio, remunerare nuovi e vecchi medici, ci si potrebbe perfino pagare il taxi a chi va a fare il tampone, caffè offerto incluso nell’attesa con 36 miliardi.

IL GOVERNO NON TOCCA I SOLDI DEL MES PER TAMPONI O ALTRO

Ma il governo Conte i 36 miliardi del Mes non li tocca perché sono soldi della Ue. Sono soldi della Ue anche quelli Sure con cui il governo pagherà Cassa Integrazione e Welfare, sono soldi Ue anche quelli che tutti attendono per farci la qualunque. Ma tempo fa M5S disse, si convinse, fece propaganda sulla parolina semplice e facile: Mes! Tempo fa M5S mise sulla parolina Mes la maledizione: sono soldi truccati, velenosi, non si toccano.

Tempo fa Mes era soldi Ue a Stati in quasi bancarotta finanziaria: se prendevano quei soldi poi dovevano almeno smetterla di andare in bancarotta. Ne 2020 Mes è soldi Ue per la Sanità e solo per la Sanità e nessun vincolo o condizione di bilancio per lo Stato che li prende. Ma M5S ha maledetto il Mes, quindi Mes non si tocca.

Coi miliardi del Mes ci si potrebbe realizzare tampone per tutti entro 24 ore al massimo, ci si potrebbe assumere gente e mettere in massima protezione una popolazione, cinicamente coi miliardi del Mes ci si sarebbe potuto anche vincere qualche elezione di quelle in calendario. A saper far politico, a saper cosa vuol dire far politica. Qui non c’è bisogno di “tamponi”: leader come Conte o Zingaretti o Di Maio questo virus del comprendere e governare il reale non l’hanno contratto, ne sono totalmente e sicuramente immuni.