L’ombra di tangenti sull’appalto di “TeleOspedale”, indagato il ‘conte’ Uva in Lombardia

Pubblicato il 30 Novembre 2010 15:19 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 15:41

Voleva una rete tv in tutti gli ospedali lombardi l’ex consulente di Roberto Castelli, il conte Alberto Uva, che ora è indagato per «istigazione alla corruzione» del capogruppo regionale lombardo della Lega e «turbativa d’asta» per l’appalto di «TeleOspedale» in Lombardia.

Nel 2001 quando era ministro della Giustizia Roberto Castelli decise di affidare alla società «Global Brain», proprio di Uva, un’«analisi dell’efficienza del sistema giudiziario», ma senza bando. Alla fine dell’estate 2009 dopo la denuncia del leghista Stefano Galli, capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia, è partita l’inchiesta sul servizio per l’informazione negli ospedali già presente, ad esempio, nei 65 ospedali di Veneto, Friuli e Piemonte entrati nel circuito della concessionaria pubblicitaria «MultiMedia Hospital» (Mmh) dell’imprenditore Bruno Della Negra, come spiega il Corriere della Sera.

Della Negra (già iniziale socio di Uva nella «Global Brain» con il 15%) e Uva sono stati perquisiti insieme ad altre persone, tra cui il direttore generale dell’ospedale «Carlo Poma» di Mantova, Filippo Maria Stucchi, ma nel suo caso non sembra che l’accusa sia legata alla tv.

“Tutte sono indagate in una nuova inchiesta che, stando a quel poco che i vari difensori hanno appreso dalla scarna motivazione dei decreti di perquisizione, lascia tradire una clamorosa origine politica interna alla Lega di matrice lecchese: il gran rifiuto di una tangente, una «mazzetta» che secondo l’accusa proprio l’ex consulente di fiducia di Castelli, cioè Uva, nel 2009 avrebbe offerto appunto a un altro leghista e per di più anch’egli di prima fila, come il capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia, Stefano Galli”, che però ha rifiutato, come ha spiegato il Corriere della Sera.