Tap, Conte ai sindaci pugliesi: “Si deve fare”. M5s aveva detto “La blocchiamo in 15 giorni”

di Mardy Bum
Pubblicato il 26 ottobre 2018 21:05 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2018 15:55
Tap, Conte ai sindaci pugliesi: "Si deve fare". Dopo l'Ilva un'altra promessa tradita da M5s

Tap, Conte ai sindaci pugliesi: “Si deve fare”. Dopo l’Ilva un’altra promessa tradita da M5s

BARI – La Tap si farà. Lo ha comunicato ai sindaci pugliesi il premier Giuseppe Conte, secondo il quale “l’interruzione dell’opera comporterebbe costi insostenibili”. Annuncio che segna un’altra giornata di alta tensione tra gli alleati di governo giallo-verdi, mentre all’interno di M5s cresce il malumore di chi vede i suoi vertici sempre più deboli di fronte all’attivismo leghista. Avevano detto: “Lo blocchiamo in 15 giorni”. Dopo l’Ilva, il via libera alla Tap sarebbe la seconda promessa elettorale non mantenuta dai 5 Stelle.

Sulla Tap, ha precisato Conte, “abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del Governo”. 

Esulta il vicepremier Matteo Salvini: “Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori”, dice. Ma subito si è fatta sentire l’ira dei No Tap. “Una perdita di tempo, una presa in giro per calmare gli animi”, dice Gianluca Maggiore, leader del movimento contrario al gasdotto. “E’ chiaro – dice – che la nostra battaglia continuerà, come è chiaro che tutti i portavoce locali del M5S che hanno fatto campagna elettorale qui e che sono diventati addirittura ministri grazie ai voti del popolo del movimento No Tap, si devono dimettere adesso”.

Sempre oggi, aveva fatto sapere il ministro dell’Ambiente Sergio Costa “ho trasmesso al premier Conte le valutazioni di legittimità svolte dal mio dicastero sulla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dallo scorso governo sul progetto Tap”. Anche nei punti contestati, spiega Costa, “non sono emersi profili di illegittimità, indipendentemente dal merito, in quanto la Commissione Via – unico soggetto titolato a pronunciarsi – ha ritenuto ottemperate le prescrizioni”. 

“La valutazione fatta dal Ministero – ci ha tenuto a precisare – esula dal mio pensiero personale e dal mio convincimento politico, se l’opera sia giusta o no. Ma nella fase attuale ogni valutazione da parte del Ministero deve essere fatta solo ed esclusivamente sulla base del principio della legittimità degli atti e non sul merito tecnico dei medesimi, in quanto non consentita dall’Ordinamento”.

“Il lavoro è durato ininterrottamente per più giorni – prosegue Costa – durante i quali sono state esaminate oltre mille pagine di documenti e c’è stata anche una nuova interlocuzione con Ispra su alcuni aspetti delle varie fasi della procedura. È bene sottolineare che parliamo di un procedimento già autorizzato e concluso nel 2014, su cui si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 1392 del 27 marzo 2017, confermandone definitivamente la legittimità”.

“Tuttavia, come è stato detto, abbiamo ascoltato tutte le osservazioni provenienti dal territorio, sia dai portavoce del Movimento 5 Stelle sia dal comune di Melendugno – prosegue Costa – Abbiamo valutato se tutte le autorizzazioni fossero state emesse a norma di legge”.