Tap: dietrofront M5s, rabbia Puglia. Richetti: “Intollerabile prendere per il c… la gente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 13:41 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 13:41
Tap: dietrofront M5s, rabbia in Puglia. Richetti: "Intollerabile prendere per il c... la gente"

Tap: dietrofront M5s, rabbia Puglia. Richetti: “Intollerabile prendere per il c… la gente” (foto d’archivio Ansa)

MELENDUGNO – Il Movimento 5 Stelle rischia di implodere sul Tap, almeno in Puglia. Dopo aver appoggiato per anni le battaglie di chi era contrario all’opera, il governo (a cominciare dal ministro del Sud, la salentina Barbara Lezzi) adesso sta valutando se interrompere o meno la realizzazione del progetto. I No Tap (con in testa il governatore Michele Emiliano) parlano di tradimento, e sono in molti a rinfacciare il dietrofront ai grillini, ora che sono al potere.

Per esempio Matteo Richetti, senatore del Pd e candidato alla segreteria del Partito Democratico, rinfaccia a M5s scarsa coerenza, attraverso la condivisione su Facebook di un post del Movimento No Tap: “Io sono a favore delle grandi opere. E ho delle idee molto diverse dal Movimento NO TAP ma trovo intollerabile che si prenda per il culo la gente… e perciò oggi condivido la loro rabbia”.

E i messaggi che arrivano dal Pd sono tutti di questo tenore. Molti ironizzano su Di Battista, che ha promesso in ogni dove il blocco dell’opera, tanto che sui social negli ultimi giorni è diventato virale un video in cui l’ex deputato dice che M5s avrebbe bloccato il Tap “in due settimane”. Dal canto loro, i 5 Stelle sostengono che per bloccare il lavoro si dovrebbero pagare penali pesantissime, non sostenibili in questo momento dallo Stato.

Emiliano accusa il M5S di “ritirata indegna” per aver “fatto una retromarcia totale su Ilva” e perché “si accinge a fare lo stesso sulla vicenda Tap”; dall’altra parte i grillini che rispondono al governatore di essere “un componente di spicco del partito (Pd, ndr) che questa opera l’ha voluta e che con la sua inerzia è uno dei responsabili dell’arrivo del gasdotto in Puglia”. Poi c’è il sindaco di Melendugno, Marco Potì, che è amareggiato e chiede di bloccare l’opera a causa delle numerose irregolarità di Tap.

“Se solo lo avesse voluto – dice il M5S alla Regione Puglia – Emiliano avrebbe potuto fermare Tap in qualsiasi momento ad esempio istituendo un Sic mare, un sito di interesse comunitario, a San Foca. Avrebbe potuto inoltrare ricorso al Tar entro il 19 dicembre 2015 quando gli avevamo consegnato tutte le carte che dimostravano palesi abusi da parte del Mise del precedente governo Pd che ha portato avanti l’opera nonostante il parere negativo della Regione Puglia”.

Accuse prive di fondamento, secondo il governatore. “Trovo raccapriccianti le dichiarazioni del gruppo del M5S Puglia. Mi diffamano sapendo di mentire”, dice Emiliano che accusa i pentastellati pugliesi di essere dei “voltagabbana”, “ragazzi in malafede e ingrati” che “non sono dotati di capacità di autocritica” e “carichi di chiacchiere incapaci di dimettersi dai loro incarichi ottenuti con i voti ricevuti imbrogliando i pugliesi”. “La competenza sul gasdotto Tap – puntualizza Emiliano – è dello Stato, cui spetta in via esclusiva ogni decisione”.

Intanto la delusione è forte nella comunità salentina. Il parere finale del Ministero dell’Ambiente (atteso per il 17 ottobre) è stato rinviato. Il controllo era già stato fatto questa estate e non erano emerse irregolarità. Lunedì sera, tuttavia, il sindaco di Melendugno, i parlamentari pugliesi e consiglieri regionali del M5S sono stati ricevuti dal premier Conte e dai ministri per il Mezzogiorno Lezzi e dell’Ambiente Costa. I rappresentanti pugliesi hanno ribadito le loro accuse di irregolarità a Tap, e il ministro Costa ha deciso un supplemento di istruttoria.

Ora si attende il verdetto che sembra essere a favore dell’opera, a meno che non si accetti di pagare penali pesantissime.