Tap, scontro nel governo. Lezzi a Salvini: “Il Sud ha bisogno di altre infrastrutture”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 agosto 2018 16:01 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2018 16:01
lezzi salvini

Tap, scontro nel governo. Lezzi a Salvini: “Il Sud ha bisogno di altre infrastrutture”

ROMA – Scontro nel governo sulle grandi opere. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A Salvini, che insiste su Tap, Pedemontana e Terzo Valico, oltre che sulla Tav, replica la ministra pentastellata Barbara Lezzi: “In Italia servono le infrastrutture e in particolare ne hanno estremo bisogno il sud e le aree interne del centro-nord. È la carenza di questo genere di investimenti che ha provocato una perdita ulteriore di altri 300mila posti di lavoro al sud durante la crisi. Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, anti-dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che L’Italia aspetta”. Non quindi quelli sulla Tap, ad esempio.

“Molte nostre aziende fanno gola all’estero, ma noi non vogliamo svenderle”. Lo dice il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini in una intervista alla Stampa. “Non ripeteremo i molti errori commessi in passato da qualche commissario che dovrebbe rispondere in sede civile e anche penale – assicura -. Se vuoi portare turisti in Italia, devi avere una compagnia di bandiera. È un asset strategico, come l’acciaio. Non possiamo chiudere l’Ilva, così non possiamo vendere o svendere Alitalia, intera o a pezzi”. Sulla fuga dei capitali Salvini minimizza: “Operazioni finanziarie che non condizionano l’attività del governo” mentre sulla partita della Rai fa sapere: “Andiamo avanti con Foa, che è la persona giusta al posto giusto”.

“Pedemontane, Tap e Terzo Valico – aggiunge sulle Grandi opere – i benefici sono superiori ai costi”. Sul debito Salvini, dopo il vertice a tre di Palazzo Chigi, assicura: “Faremo di tutto per non aumentarlo. Ma se si tratta di aiutare imprese e famiglie i vincoli europei si possono superare. La regola del 3% non è la Bibbia”. In un colloquio con Repubblica, il vicepremier avverte che “gli speculatori sono pronti a colpirci”, “ci saranno attacchi e dobbiamo prepararci con una manovra del cambiamento. Subito flat tax, rottamazione e quota 100 sulle pensioni”. “Comprendo tutte le cautele – spiega – ma fin d’ora bisognerà introdurre i primi sgravi fiscali. Penso alle partite Iva, alle famiglie più numerose. Ma anche al taglio di alcune accise dell’altro secolo sulla benzina. Quel che mi chiedono qui sotto l’ombrellone vale più dei sondaggi: la rottamazione delle cartelle”.