Berlusconi: un tour da New York a Mosca o risponderà domani ai pm?

Pubblicato il 14 Settembre 2011 10:31 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2011 13:21

ROMA – Berlusconi si presenterà al cospetto dei giudici di Napoli? O organizzerà in fretta e furia un tour mondiale, da New York a San Pietroburgo, pur di non incontrarli? Il quotidiano La Repubblica, all’indomani dell’ultimatum della procura di Napoli (è stato evocato l’accompagnamento coatto) scommette su un ammorbidimento della strenua resistenza del presidente del Consiglio a farsi ascoltare, sia pure come teste. Secondo il Corriere della Sera, invece, tanta è la voglia di Berlusconi di recarsi a Napoli, che starebbe pensando di rappresentare l’Italia alla sessione autunnale delle Nazioni Unite, sostituendo il già designato titolare istituzionale, il ministro degli Esteri Frattini. E, controllando le agende, non è escluso nemmeno un viaggio a Mosca e San Pietroburgo. Non ha voglia di essere preso in giro dai magistrati: Berlusconi lo avrebbe riferito anche al Commissario europeo Barroso, dilungandosi poi sulle storture del sistema giuridico italiano. Certamente le richieste pervenute da Napoli le ha vissute come una sfida intollerabile. I commenti dei suoi vanno dal “golpe giudiziario” al “bluff” della minaccia.

La Repubblica dà molto peso al ruolo dell’avvocato del premier, che lo ha invitato a cedere sul punto. Ieri era stato ascoltato anche lui sulla vicenda in procura: “Non so un tubo” ha dichiarato negando di essere a conoscenza di qualsiasi forma di pagamento a Tarantini e Lavitola. Ghedini è convinto che non c’è ragione di temere che dopo l’interrogatorio la posizione di Berlusconi possa mutare, da teste e parte lesa a indagato. Con questa rassicurazione, sottrarsi offrirebbe un argomento in favore dei magistrati. Soprattutto, presentandosi subito, magari già domani, giovedì 15, potrebbe contrastare più efficacemente il nuovo flusso di intercettazioni provenienti da Bari. Quelle che lo stesso Tarantini avrebbe giudicato “terrificanti” confidandosi con Lavitola.

Nel caso Berlusconi accettasse, dove potrebbe incontrare i magistrati? Non certo a casa loro, a Napoli. Sul suo territorio sarebbe meglio. Palazzo Grazioli però è istituzionalmente non opportuno. Alla fine si opterà per Palazzo Chigi. A proposito di istituzioni, oggi stesso, mercoledì, Berlusconi è salito al Quirinale, accompagnato da Letta. Ufficialmente per riferire degli incontri avuti in Europa e parlare ancora della manovra: difficile credere che non abbia fatto alcun cenno sul duello con i giudici. I berlusconiani hanno messo in giro la voce, non si sa quanto rispondente al vero, che Napolitano avrebbe delle forti riserve sull’inchiesta di Woodcock. Fatto sta che il Cavaliere di sponde ne cerca ovunque: la “trappola” la fiuta, non si fida per niente, anche nel ruolo di parte lesa sa che ha tutto da perdere.