Tasi, anche la Chiesa paga. Ma il governo potrebbe ripensarci

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 marzo 2014 10:16 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2014 10:17

euroROMA – Tasi, anche la Chiesa paga. Per ora, verrebbe da aggiungere. Il fatto è che l’attuale formulazione della Tasi contenuta nella bozza del decreto salva Roma prevede l’esplicita esenzione solo per i 25 edifici di culto considerati extraterritoriali dai patti Lateranensi.

La questione però è aperta e il governo potrebbe decidere in un secondo momento di ritoccare le esenzioni. Ecco cosa spiega il Messaggero:

Se la scelta originaria sarà confermata, saranno esplicitamente esentati dal nuovo tributo solo i circa 25 edifici che in base ai Patti Lateranensi sono riconosciuti extraterritoriali o comunque esenti da ogni forma di prelievo. L’inserimento di quest’ultima clausola è stata una forma di prudenza da parte dell’esecutivo, visto che comunque il Concordato tra Stato e Chiesa è in vigore. Mancava invece un riferimento diretto agli edifici di culto, che con l’Ici e poi con l’Imu erano esplicitamente esclusi dall’applicazione dell’imposta. L’orientamento del governo potrebbe comunque non essere definitivo.

L’esecutivo potrebbe riservarsi la facoltà di farlo in un momento successivo, durante l’iter parlamentare del decreto. In questomodo ci sarebbe tempo per valutare tutte le implicazioni e apportare i necessari aggiustamenti. L’altra opzione è sfruttare la natura federale del tributo e lasciare la decisione finale ai singoli Comuni, che nell’ambito dei propri margini di manovra potrebbero decidere per un’esenzione piena agli immobili ecclesiastici ed eventualmente a quelli delle Onlus, oppure prevedere comunque detrazioni o trattamenti differenziati.