Tasse, possibile tagliarle? Saccomanni: “Prima va tagliata la spesa pubblica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 9:53 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 9:54
Tasse, possibile tagliarle? Saccomanni: "Prima va tagliata la spesa pubblica"

Fabrizio Saccomanni (Foto LaPresse)

ROMA – E’ possibile tagliare le tasse? Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, risponde di sì: “Ma prima va tagliata la spesa pubblica“. Il ministro spiega che la spending review è l’unico modo per “modernizzare davvero il Paese e liberare stabilmente risorse da destinare alla riduzione del carico fiscale e agli investimenti”.

Il compito di portare avanti il taglio della spesa pubblica è stato affidato a Carlo Cottarelli, vice presidente del Fondo monetario internazionale che dal 23 ottobre sarà il nuovo commissario al posto di Enrico Bondi.

Saccomanni in una nota spiega che

“la spending review riprende con slancio il processo di riforma della spesa pubblica con l’obiettivo di giungere ad una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche e di ridurre la spesa in rapporto al Pil”.

Parlando del nuovo commissario Cottarelli, che sarà in carica per 3 anni e avrà più poteri di Enrico Bondi, il ministro ha detto:

“‘Il nuovo Commissario proseguirà il lavoro avviato dal precedente governo, che ha già conseguito significativi risultati in termini di razionalizzazione e riduzione della spesa e, d’intesa con le amministrazioni interessate, andrà ad incidere direttamente nei processi amministrativi e nei meccanismi di formazione delle decisioni di spesa per eliminare sprechi e migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini”.

Se l’obiettivo è il taglio delle tasse, spiega Mario Sensini su Repubblica, il dibattito sull’Imu non si sopisce:

“Il gruppetto dei deputati del Pd, tra i quali molti «renziani», è pronto anche a ritirare l’emendamento al decreto Imu che riaprirebbe tutta la partita delle imposte sulla casa del 2013, rimettendo in discussione anche la prima rata, che quello stesso decreto invece ha cancellato. La proposta, tecnicamente, è quella di limitare l’esenzione del 2013 solo alle prime case con una rendita inferiore a 750 euro al mese, ricavandone un miliardo per ridurre l’Iva per un paio di mesi, da novembre a fine anno”.

Una proposta che difficilmente il Pdl potrà appoggiare e inutile per Matteo Colannino, responsabile economico del Pd, che spiega l’esigenza di pensare al cuneo fiscale, riporta Sensini:

” «Dobbiamo concentrarci senza indugi sulla legge di stabilità che dovrà avere al centro la riduzione delle tasse sul lavoro, per ridare potere d’acquisto alle persone e competitività alle imprese»”.

Ma se proprio qualche soldo “dovesse saltar fuori nel 2013”, scrive Sensini, Letta e Saccomanni

“preferirebbero impiegarlo per rafforzare la deducibilità Ires dell’Imu versata dalle imprese”.