Tav “inutile” per Conte. Salvini: “Andiamo avanti, si farà”. Di Maio dice no: “Minaccia irresponsabile”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 8 Marzo 2019 2:02 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2019 8:29
Tav, scontro al governo tra Sì di Salvini e No da Di Maio. Conte: forti dubbi

Tav “inutile” per Conte. Salvini: “Andiamo avanti, si farà”. Di Maio dice no: “Minaccia irresponsabile”

ROMA – Giuseppe Conte parla di “Tav inutile” ed esprime forti dubbi sulla realizzazione della ferrovia Torino-Lione. Dubbi generati, dice il premier italiano, dai risultati sfavorevoli dell’analisi costi-benefici presentati dal ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Luigi Di Maio cavalca l’onda per ribadire il “no” alla Tav di M5s, facendo infuriare il collega e vicempremier leghista Matteo Salvini che invece si dice pronto a tutto. “Vediamo chi ha la testa più dura”, minaccia Salvini pronto a dare battaglia. La crisi di governo tanto scongiurata, sembra sempre più vicina.

Dopo una notte di vertice di oltre 5 ore concluso con un nulla di fatto e le minacce dell’Unione europea di tagli di fondi per 800 milioni di euro, il primo a parlare nella situazione di stallo è Conte. Il premier, per la prima volta, si sbilancia e si dice pronto a chiedere alla Francia e all’Ue di ridiscutere l’opera, avendo “forti dubbi” sulla sua realizzazione. “Entro lunedì bisogna decidere se dare il via libera o meno ai bandi della società Telt”, dice Conte e aggiunge: “L’analisi costi benefici ha richiesto del tempo, è un elaborato molto complesso. Ci sono tempi di maturazione per decisioni del genere: ma tutti stiano tranquilli sulla nostra credibilità che si dimostra non se si dice sì a tutto, ma se si portano argomentazioni forti”.

Parole su cui il vicepremier M5s Di Maio coglie l’occasione per ribadire il suo no al progetto: “Ringrazio il presidente Conte per le parole di responsabilità espresse sul progetto Tav. In ogni passo di questo governo l’obiettivo è uno e sempre uno: l’interesse nazionale. Non sono disposto a mettere in discussione il “No” alla Tav. Per noi i bandi devono essere sospesi proprio perché stiamo ridiscutendo l’opera, come previsto dal contratto. Per me fa fede l’analisi del Ministero delle Infrastrutture, che dice che è negativa l’opera”.

Insomma, dichiarazioni forti quelle del pentastellato Luigi che non sono affatto piaciute a Salvini, che ha replicato: “Vediamo chi ha la testa più dura, io sono cocciuto e sono pronto ad andare fino in fondo”. Ma a chi gli chiede se il governo cadrà, replica: “Farò di tutto affinché non accada”. E ancora: “Nessun ministro della Lega firmerà per fermare i lavori. Ci sono posizioni diverse tra Lega e 5S, io sono favorevole e loro contrari. Ma abbiamo speso dei soldi per scavare chilometri di tunnel sotto una montagna. Il treno è più veloce e sicure e nessuno mi farà mai cambiare idea su questo. Spero che nelle prossime ore si riparta con i lavori”.

Né Di Maio, né Salvini e tantomeno Conte sembrano voler far cadere questo governo, ma le tensioni su temi dove le visioni sono opposte si fanno sempre più alte. Le parole di Salvini hanno guadagnato la replica stizzita di Di Maio, che lo definisce “irresponsabile”: Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile, proprio mentre siamo in chiusura su due misure fondamentali come reddito e quota 100″.

E aggiunge: “Sono sbalordito dalla minaccia di una crisi di governo che viene da Salvini, è un comportamento irresponsabile. E per cosa poi? Perché noi chiediamo di far avviare un’interlocuzione tra il premier Conte la Francia e l’Ue che è dentro il contratto di governo e allo stesso tempo di non impegnare i soldi dei cittadini per un’opera che va ridiscussa?”. Inutile la Tav, dice Conte. Inutile negare le tensioni che dilaniano il governo, diciamo noi. E per quanto il trio al governo provi a rassicurare a parole, i fatti parlano di divisioni e posizioni sempre più inconciliabili.

Fonte Ansa