Tav, ok Camera a mozione M5s-Lega: “Ridiscutere l’opera”. Proteste Pd: “Salva Salvini, boccia la Tav” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2019 19:13 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2019 21:46
Tav, ok della Camera a mozione M5s-Lega: "Ridiscutere l'opera". Proteste Pd: "Salva Salvini, boccia la Tav"

Tav, ok della Camera a mozione M5s-Lega: “Ridiscutere l’opera”. Proteste Pd: “Salva Salvini, boccia la Tav”

ROMA – Sì della Camera alla mozione M5s-Lega sulla Tav. Il testo, approvato con 261 voti a favore, 136 contrari e due astenuti, impegna il governo a “ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”.

L’Aula di Montecitorio ha bocciato le quattro mozioni sulla Tav presentate dalle opposizioni (Pd, Forza Italia, FdI e NcI), mentre è stata approvata la mozione di maggioranza, presentata ieri sera dai capigruppo  M5S Francesco D’Uva e Lega Riccardo Molinari. 

Il testo approvato, in pratica, certifica il rinvio a dopo le elezioni europee di ogni scelta sul futuro della Torino-Lione. E al congelamento politico dell’opera corrisponderà, quasi sicuramente, la perdita di 300 milioni di contributi europei.

In Aula è esplosa la protesta dei deputati del Pd che hanno mostrato cartelli con la scritta: “Salva Salvini Boccia la Tav” durante la votazione delle mozioni. Il riferimento è allo scambio di interessi tra i due alleati di governo: salvato Salvini dal processo si è trovato subito l’accordo Lega – M5S sulla Tav. Il presidente della Camera, Roberto Fico, si è visto costretto a richiamare i deputati dem e ha chiesto ai commessi di ritirare i cartelli esposti. 

Ma cosa prevede esattamente la mozione di maggioranza approvata?

La premessa ricostruisce la vicenda della Tav, ricordando anche l’Accordo Italia-Francia sul tema; descrive il progetto in dettaglio e ricorda che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha dato mandato alla ricostituita struttura tecnica di missione di predisporre una nuova valutazione dell’adeguamento dell’asse ferroviario Torino-Lione mediante l’uso dell’analisi costi/benefici per consentire un’allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisionale, con cognizione di causa, in modo da definire se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative”.

“Al contempo – si legge ancora – il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e l’omologa francese Elisabeth Borne hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al soggetto attuatore Telt per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di base. Tale iter, secondo quanto espresso dal Ministro, persegue dunque l’obiettivo di avere un rapporto di collaborazione e condivisione con la Francia e, contestualmente, con la Commissione europea. Del resto, secondo la Corte dei conti europea, l’analisi costi/benefici è per definizione lo strumento analitico utilizzato per valutare una decisione di investimento, confrontando i relativi costi previsti e i benefici attesi”.