Il Corriere della Sera, Tedesco: “Sono perseguitato, ora capisco Berlusconi”. Lui smentisce e dice: “Non mi dimetto”

Pubblicato il 7 Aprile 2011 9:47 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2011 13:26

Alberto Tedesco

ROMA –  Si sente “perseguitato dai giudici” il senatore Pd Alberto Tedesco. ”Io sono innocente, la mia è una vicenda kafkiana. Io sono capacissimo di andare in Aula e chiedere al mio partito, che è il Pd, di essere arrestato! Capito? Sono io che glielo chiedo!”, racconta in un’ intervista al Corriere della Sera.

Poi si sofferma sul suo partito, diviso sulla sua vicenda anche se ha bocciato la relazione sul no all’arresto: ”Dovrei stupirmi? Sa, intanto il mio partito, in questo preciso momento politico, invischiato com’è nella partita giudiziaria con il Cavaliere, non è in condizioni di mettersi contro la magistratura e poi io lo conoscevo il ragionamento del mio collega senatore Felice Casson, non casualmente ex pm di Venezia”.

”Lui diceva – prosegue Tedesco – poiché non c’è persecuzione, nei confronti di Tedesco, devono essere i magistrati di Bari a decidere”. Un ragionamento, questo, che a Tedesco pare ”un tantino troppo formale”.

Avrebbe detto di comprendere lo stato d’animo del premier: ”Ora capisco Berlusconi!”, secondo quanto pubblicato dal Corriere, ma Tedesco smentisce in un’altra intervista a Telerama. ‘Un’intervista – lamenta Tedesco – totalmente stravolta e mi dispiace che il primo giornale in Italia faccia questo. Non ho mai detto di capire Berlusconi, ma l’esatto contrario, cioè che Berlusconi scappa dai processi e io invece li sto invocando per dimostrare la mia innocenza”.

”Su Vendola – aggiunge il senatore del Pd – dico che non ha mai commesso alcun reato e non ha nulla da farsi perdonare. Sono solo deluso dal suo atteggiamento nei miei confronti, ma siamo nel campo dei rapporti personali”.

E ancora: “Non ritengo di dovermi dimettere perché dimettendomi darei ragione a chi sostiene che la mia condizione di senatore mi metta nelle condizioni di reiterare il reato. Sono in Senato perché eletto. E ci rimango. Ma non utilizzerò la mia condizione di senatore per intralciare il corso della giustizia”.

Sul senatore pende una richiesta di arresto della Procura di Bari per un’inchiesta sanitaria in Puglia. La maggioranza è per dire no, l’Idv per il sì, stesso orientamento per il Partito democratico, ma la Lega è uscita dall’aula al momento del voto sulla relazione di Alberto Balboni (Pdl), che respingeva la richiesta di arresto.