Termovalorizzatore, a Pomezia trionfa il partito unico dei codardisti-ordinisti

Termovalorizzatore porta "danni all'ambiente e alla salute": così asserisce un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Pomezia. Votato dal partito unico dei codardisti-ordinisti in cui lì sono confluiti Pd, Lega, Fratelli d'Italia. M5S già c'era.

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 18 Maggio 2022 - 10:28
Termovalorizzatore, a Pomezia trionfa il partito unico dei codardisti-ordinisti

Termovalorizzatore, a Pomezia trionfa il partito unico dei codardisti-ordinisti FOTO ANSA

Partito unico dei codardisti-ordinisti, a Pomezia si è manifestato come partito di maggioranza pressoché assoluta. A Pomezia  confluiscono nel Partito Unico codardista-ordinista il locale Pd, la locale Lega, il locale Fratelli d’Italia. Confermando in pieno l’equazione che afferma il ceto politico cosiddetto di “territorio” come l’esito finale e compiuto di decenni di selezione alla rovescia e confermando come questo “ceto politico di territorio” che pur gode di una stucchevole e infondata retorica pro domo sua, sia in realtà il ceto politico-amministrativo che alleva e cura il peggio. Coerentemente, sono infatti i peggiori quanto a cittadinanza, consapevolezza e cura della cosa pubblica.

L’opportunismo codardismo

Letta segretario del Pd appoggia e condivide la scelta di Gualtieri sindaco pd di Roma di dotare la capitale di un impianto per trasformazione dei rifiuti in calore, il termovalorizzatore appunto. Ce ne sono migliaia al mondo, centinaia in Europa, decine perfino in Italia. Non risultano in nessun luogo stermini di massa né desertificazioni né estinzioni di specie nei luoghi dove c’è un termovalorizzatore. Quello da costruire poi sarebbe ovviamente di ultima generazione, quindi ancor meno inquinante dei suoi predecessori che inquinanti non sono.

Decisamente a favore del termovalorizzatore è Matteo Salvini e la sua Lega è anche a favore di un riutilizzo dell’energia nucleare. Fratelli d’Italia della Meloni rispetto al termovalorizzatore ha una sola obiezione, di principio: che a realizzarlo non sia la sinistra. Dunque i tre partiti, Pd, Lega e FdI sono, scienza e ragione alla mano, per togliere la monnezza dalla convivenza quotidiana con i romani e mandarla in termovalorizzatore. Ma a Pomezia no, a Pomezia Pd, Lega e Fratelli d’Italia…convergono nell’opportunismo-codardismo.

Arriva Bhopal!

A Pomezia, o meglio nel suo Consiglio comunale è risuonato il grido: arriva Bhopal! Un voto ad assoluta maggioranza (uno solo contrario) ha detto al termovalorizzatore e ai suoi sponsor: no pasaran! Una ferma e irrevocabile opposizione sulla base della incontrovertibile affermazione: “termovalorizzatore fa danni all’ambiente e alla salute”. Ordine del giorno votato, Pomezia salvata? L’obiettivo dell’ordine del giorno e la sua natura profonda erano e sono altri: salvare sì, ma il sedere ai politici locali. Non sanno se, non hanno alcuna competenza per dirlo ma in fondo che importa se termovalorizzatore danneggia o no ambiente e salute? Lo si ripete e lo si scrive e lo si vota a pappagallo. Perché serve preventivamente a pararsi il sedere.

Prima che un comitato di cittadini venga a bussare, prima che si manifesti una grana nell’amministrazione del consenso, questo ceto politico si para il sedere: io dico che io mi sono opposto, fieramente opposto, così sto a posto. E’ una scelta culturale, prima ancora che politica, fondamentalmente codarda. L’interesse pubblico, l’interesse generale non è nell’orizzonte di questo ceto politico amministrativo che considera appunto la cosa pubblica una causa persa. L’interesse generale vuole impegno, rischio, voglia e fatica di perseguirlo. Questo ceto politico amministrativo, la politica cosiddetta “di territorio”, ha paura, teme di dover fare l’interesse generale, lo fugge, lo demonizza (“danni all’ambiente e alla salute”), lo fugge. Per viltà civile prima ancora che politica. Mente per non dover rischiare per l’interesse della collettività, la bugia asserita dei “danni all’ambiente e alla salute”. Mente per coltivare e titillare il “non nel mio giardino”, coltiva e semina questa mala pianta ancor prima che cresca di suo.

Non è Pd contro Pd o Lega contro Lega, è…

Pomezia, che c’entra Pomezia? E’, sarebbe il Comune più vicino al luogo dove dovrebbe sorgere il termovalorizzatore. E quindi il ceto politico amministrativo di Pomezia converge tutto nel partito unico del salviamoci il sedere. Come? Che domanda! Con un ordine del giorno che fa vibrata protesta, finisce sui giornali ma in fondo non impegna a fare nulla che non sia un po’ di teatro. Con la peggiore retorica si dichiara il termovalorizzatore nemico dell’umanità, si denuncia il colonialismo della Capitale e ci si ritrova con naturalezza nel partito unico dei codardisti-ordinisti (del giorno).

Non è Pd contro Pd, Lega contro Lega, FdI contro FdI. E’ l’impossibilità di esser cittadini, l’inadeguatezza strutturale di una cultura ed etica pubblica e civile. Quella che caratterizza e forma e seleziona da decenni il ceto politico “di territorio” che, se possibile, è più irresponsabile, strutturalmente irresponsabile, di quella nazionale. Nota a margine: nel partito unico dei codardisti-ordinisti a Pomezia c’è anche M5S locale. Ma da Conte in giù per ogni buon M5S un termovalorizzatore è appunto bestemmia e blasfemia, quindi M5S Pomezia sta nel suo, nel suo copione nella commedia del “no pasaran”. Sono gli altri a recitare, oltre che da codardisti-ordinidelgiornisti, anche da…macchiettisti.