Terremoto, Casini: “L’Aquila muore. Ecco la proposta dell’Udc”

Pubblicato il 17 Novembre 2010 14:28 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 14:48

Sospensione delle rate dei mutui fino al 2015, l’esonero dal patto di stabilità interno per i comuni colpiti fino alla fine del 2012 e introduzione di una zona franca urbana, oltre alla nascita di un comitato istituzionale per la gestione della ricostruzione aperto anche ad una rappresentanza dei cittadini. Sono alcuni punti principali di una proposta di legge speciale per la ricostruzione della zone abruzzesi colpite dal terremoto presentata questa mattina in una conferenza stampa alla Camera dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, dal segretario Lorenzo Cesa e da Mauro Libé responsabile Enti locali del partito.

Si tratta di un provvedimento da 9 miliardi di euro, per il triennio 2011-2013, coperto dalle maggiori entrate derivanti dell’aumento del 20% sulle ritenute dei redditi di capitale e di diversa natura finanziaria e con le maggiore entrate provenienti dal settore dei giochi.

”L’emergenza terremoto non è finita e il Governo ha esagerato anche lì – ha detto Casini – la situazione è tutt’altro che risolta e l’Aquila sta morendo” Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha sottolineato che il provvedimento contiene ”un serie di misure a sostegno della ricostruzione materiale, economica e sociale della popolazione”. ”Non è il momento delle polemiche sul terremoto, il nostro è un testo aperto”.

”La nostra – ha detto Libé- è una proposta seria che non contiene fuochi d’artificio sulla quale siamo disposti ad accogliere contributi”. Libé ha quindi fornito alcuni dati: “per il terremoto dell’Irpinia dell’80 sono stati spesi per ogni cittadino senza tetto circa 8 mila euro, contro i circa 5 mila per i terremotati dell’Umbria-Marche del ’97. In Abruzzo la cifra pro capite nel 2010 raggiunge quasi i 24 mila euro per ogni cittadino senza tetto, mentre ci sono 40 mila persone da sostenere. Si è speso per le new town, mentre all’Aquila non si non si sta ricostruendo”.

Tra le proposte indicate dalla proposta centrista c’è quella di costituire un comitato istituzionale per la gestione e il controllo degli interventi di ricostruzione e l’amministrazione dei fondi assegnati. Resta in carica tre anni ed è composto da un membro della Regione Abruzzo, uno della Provincia dell’Aquila, tre membri dei Comuni coinvolti, due in rappresentanza della popolazione, due membri del Governo.

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