Terrorismo/ Maroni: “Non sono d’accordo su trasferimento in Europa dei detenuti di Guantanamo”

Pubblicato il 15 giugno 2009 10:55 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2009 11:49

«Non sono d’accordo sul prenderci in carico i detenuti di Guantanamo». Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, in un’intervista a Radio 24, in merito all‘accordo raggiunto nei giorni scorsi da Unione Europea e Stati Uniti.

«Purtroppo – sostiene Maroni – anche qui l’Europa ha dimostrato di non esserci: ogni paese va per conto suo. Se anche l’Italia non li prende ma li prende la Francia, ad esempio, proprio perché siamo nell’area Schengen arrivano senza che possiamo far nulla per impedirlo. È una presa in giro».

Il ministro si dichiara invece «d’accordo» sull’ipotesi di aumentare il contingente italiano in Afghanistan, altro tema che sarà al centro dell’incontro odierno tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente statunitense Barack Obama.

Passando invece alla questione sicurezza, Maroni ha invitato ad «esorcizzare il termine “ronde”». «Cominciamo a usarlo in modo positivo e alla fine sarà considerato positivamente: qui c’è questa tecnica per cui si usano i termini dispregiativi per cercare in qualche modo di rendere negativo i progetti e le proposte del governo».

Quanto alla “Guardia nazionale” di Saya, il ministro ammette di non conoscere l’iniziativa nei dettagli. «Ma – aggiunge – a chi dice che c’è per colpa del governo e del suo disegno di legge, voglio semplicemente dire che il disegno di legge non è ancora legge, e che anzi proprio il nostro disegno di legge impedirebbe il fai-da-te delle ronde perché contiene una procedura molta precisa e chiara».

Maroni infine ricorda che «è il sindaco a decidere se ce ne sia bisogno o no, e nessuno può farle senza che il sindaco sia d’accordo: le associazioni sono valutate e iscritte in un registro, ci saranno corsi di formazione e saranno passate al setaccio del Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica, dopo di che e solo dopo di che, il sindaco definisce un piano di controllo del territorio e decide se e quali associazioni utilizzare, dando la precedenza a quelle formate da ex poliziotti e carabinieri in congedo. Questo prevede il disegno di legge, il regolamento è già pronto. Tutto il resto è folclore o strumentalizzazione politica ma né l’uno né l’altra mi toccano».