Cimeli di Garibaldi, tele, oggetti d’arte: all’asta il “tesoro” di Craxi

Pubblicato il 28 luglio 2010 12:21 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 12:38
bettino craxi

Bettino Craxi

Una collezione di 172 cimeli garibaldini (tra cui alcune lettere autografe dell’Eroe), oltre un centinaio tra tele, incisioni e oggetti di arte antica e infine un paio di conti correnti bancari: è il “tesoro” di Bettino Craxi che, secondo quanto anticipa oggi in prima pagina Il Secolo XIX, si prepara ad andare all’asta, a dieci anni dalla morte del leader socialista (il 19 gennaio 2000 ad Hammamet, in Tunisia).

Il quotidiano ligure scrive che la svolta, dopo una storia ereditaria lunga e complicata, è legata a un accordo raggiunto tra gli eredi di Craxi, la vedova Anna e soprattutto i figli, Stefania e Bobo, divisi sul piano dell’eredità politica paterna.

Bobo ha confermato: ”Sì, abbiamo firmato le deleghe e ora e tutto nelle mani del notaio (Alfonso Ajello, dice Il Secolo XIX). L’importante è che si chiuda nel migliore dei modi una vicenda che per mille motivi durava da anni”.

Il “tesoro” di Craxi fu sequestrato dalla Guardia di Finanza il 13 marzo 1997 al porto di Livorno dove stava per essere imbarcato in alcune casse alla volta di Hammamet. Due anni dopo, il 12 marzo 1999, su quegli oggetti venne stabilito il vincolo delle Belle arti.

Il 23 marzo 2000 la vedova di Craxi, Anna, e i figli Stefania e Bobo accettarono con beneficio d’inventario l’eredità di Bettino, ”una cautela obbligata – scrive il quotidiano – considerati i processi di Mani Pulite”. Il 28 luglio il tribunale accolse la richiesta di “inventario asseverato”.

Poi tutto si è bloccato, fino alle scorse settimane, quanto un gruppo di professionisti dello studio Camozzi-Bonissoni, insieme all’avvocato Luigi Giuliano, hanno dipanato la matassa. Ora la vicenda è nelle mani del notaio Ajello.