Tessere fasulle del Pdl, l’ombra della camorra. E Alfano tace

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 13:09 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 13:09

Angelino Alfano (LaPresse)

ROMA – Tessere fatte in blocco, tesserati anche alcuni ignari esponenti di altri partiti. Persone in odore di camorra iscritte regolarmente al partito. Lo scandalo delle tessere del Pdl è scoppiato prima di Natale, ma ora (con molte procure all’opera) rischia di deflagrare definitivamente. Un bel problema per il segretario Angelino Alfano. Da Modena a Vicenza passando per Bari, sono migliaia le tessere “sospette”. In alcuni casi il dubbio è che ci sia lo zampino della camorra.

Come a Modena. A destare i sospetti è stato l’improvviso aumento delle tessere proprio nei Comuni con infiltrazioni mafiose. Luoghi, per altro, dove il Pdl non è esattamente il primo partito. Scrive il Riformista che le famiglie “sospette” sono tutte di origine casertana. Non solo. Il giornalista della Gazzetta Giovanni Tizian ha preso il caso di uno degli iscritti al Pdl emiliano. Un 28enne coinvolto nell’indagine Medusa, quella che ha portato all’arresto di alcuni affiliati al clan dei casalesi. Tra di loro anche alcuni che gestivano club-bisca riconducibili a Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone ovvero quel Sandokan noto anche come il boss di Gomorra. Il presidente di uno di questi circoli sarebbe il 28enne iscritto al Pdl.

Un caso? Non sembra isolato però. Il procuratore Lucia Musti ha detto ala Gazzetta: “Meglio non sottovalutare i rischi di iscrizioni anomale. Il tesseramento è un possibile canale di infiltrazioni criminali”. Casi-fotocopia in altre città: a Vicenza la procura indaga per falso, casi anomali anche a Treviso e Belluno, così come a Bari. In tutto questo le uniche voci che parlano apertamente del problema sono quelle dell’onorevole Isabella Bertolini e dell’ex sottosegretario Alfredo Mantovano. Angelino Alfano, invece, tace.