“Disoccupato, paga tu il ticket”, poi il ministero fa dietrofront

Pubblicato il 19 Aprile 2012 15:41 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 18:40

ROMA – Disoccupati? Senza lavoro con familiari a carico? Per queste categoria è saltata per qualche ora, o almeno così battevano le agenzie, l’esenzione dei ticket per le prestazioni di diagnostica strumentale e di altre prestazioni specialistiche. Lo prevede il ddl lavoro, all’esame del Senato, ma il ministero ha poi fatto dietrofront spiegando che si è trattato di un refuso, di un banale errore di battitura.

Il comma 1 dell’articolo 64 del ddl lavoro, prima che venisse corretto, sopprimeva l’esenzione dai cosiddetti ticket in materia sanitaria in favore dei disoccupati e dei loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico). La partecipazione alla spesa sanitaria riguarda il pagamento delle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche, comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali.

Nonostante le misure del ddl apparentemente sembrino far pensare alla cancellazione dell’esenzione dei ticket anche per i medicinali, le nuove norme, anche secondo quanto sottolineato dal servizio Studi del Senato, non riguardano questi ultimi, in quanto essi sono eventualmente introdotti e disciplinati dalle singole regioni.

”Faremo un emendamento soppressivo e saneremo il problema presente nel ddl”. Lo afferma la senatrice del Pd, componente della commissione Lavoro, Rita Ghedini. ”Non e’ possibile che in questa fase cosi’ critica per l’occupazione – prosegue Ghedini – un provvedimento finalizzato a migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori possa danneggiare quelli che sono maggiormente in difficolta’ e le loro famiglie”. ”Esiste un problema di risorse – conclude la senatrice del Pd – ma sono sicura che riusciremo a trovare le risorse necessarie ad emendare il testo”.