Tito Boeri: “Trovare 1,5 miliardi per reddito minimo a over 55”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2015 22:20 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 22:20
Tito Boeri: "Trovare 1,5 miliardi per reddito minimo a over 55"

Tito Boeri: “Trovare 1,5 miliardi per reddito minimo a over 55”

ROMA – Un miliardo e mezzo da trovare per garantire  un reddito minimo agli over 55. Soldi da trovare all’interno del sistema della protezione sociale. A dirlo, in una lunga intervista nella trasmissione tv “otto e mezzo” è il presidente dell’Inps Tito Boeri. Il problema principale dell’Italia in questo momento, spiega,  è la difficoltà nella quale si trova la fascia delle persone tra i 55-65 anni che hanno perso il lavoro e sono ancora lontane dalla pensione. Secondo Boeri bisognerebbe pensare ad ammortizzatori sociali per queste persone.

Il presidente dell’Inps parla anche dell’aumento di quattro mesi per il pensionamento previsto a partire dal 2016 e spiega: “è un aggiustamento automatico” legato all’aumento della speranza di vita. Boeri ha ricordato che l’incremento della speranza di vita negli ultimi anni è stato molto forte con un incremento di due anni e mezzo ogni dieci anni. Nel nostro paese, ha detto ancora, prima si allungava la vita ma si accorciava la vita lavorativa. “Questo – ha detto – era insostenibile”.

“Penso ci debba essere più flessibilità per l’accesso alla pensione ma dentro regole sostenibili”, ha poi aggiunto Boeri.

L’Inps ha precisato,  non ha potere legislativo e quindi si limita ad applicare le leggi ma di “star lavorando ad una proposta organica a fare entro l’estate su assistenza e previdenza”. Il problema principale, ha spiegato Boeri, sono le persone con più di 55 anni che hanno perso il lavoro ma non hanno i requisiti per andare in pensione e non hanno nient’altro. Per queste persone che sono in una situazione di bisogno, bisognerebbe pensare ad una sorta di reddito minimo. Secondo il presidente Inps potrebbe bastare 1,5 miliardi da cercare risparmiando all’interno della protezione sociale, ad esempio guardando alle gestioni speciali.

Boeri ha parlato, oltre che di un intervento per una maggiore flessibilità in uscita, anche della necessità di armonizzare i trattamenti (ci sono ancora differenze molto forti tra le diverse gestioni) e di unificare le pensioni per chi prende più assegni. Bisogna guardare, inoltre, in questa riforma, secondo Boeri, alle differenze tra quello che si riceve e quello che si è versato. Tra i dirigenti dell’industria, ha spiegato il presidente Inps, ci sono casi in cui si riceve una pensione doppia rispetto a quella che si dovrebbe percepire sulla base dei contributi versati. “Non è bello intervenire sulle pensioni in essere”, ha detto ancora, ma “il diritto acquisito è solo su ciò che si è versato” e al di sopra di una certa soglia si potrebbe quindi decidere di intervenire. Per quanto riguarda invece la flessibilità, ovvero la possibilità di andare in pensione prima rispetto alle regole attuali con una penalizzazione nell’importo di pensione che si riceve, Boeri ha ricordato che esiste un problema con l’Europa poiché questo significherebbe pagare più pensioni a breve termine e l’Ue guarda al disavanzo più che ai conti di lungo periodo.