Tiziana Ferrario a Di Battista: “Ti sei fatto pagare dal Fatto. Cresci, impara un lavoro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2018 10:54 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018 10:57
Tiziana Ferrario a Di Battista: "Ti sei fatto pagare dal Fatto"

Tiziana Ferrario a Di Battista: “Ti sei fatto pagare dal Fatto. Cresci, impara un lavoro”

ROMA – Tiziana Ferrario replica pesantemente ad Alessandro Di Battista che dal Nicarauga dopo l’assoluzione di Virginia Raggi ha definito i giornalisti “pennivendoli e puttane”. “Alessandro Di Battista lascia perdere i giornalisti, ti sei fatto pagare da il Fatto Quotidiano per i tuoi ridicoli reportage tra gli indios e per le tue lunghe vacanze in America Latina come fossi uno studente in gap year. Cresci”, scrive l’ex volto del Tg1 su Twitter. Poi la conclusione: “Impara un vero lavoro. Va a laurà diciamo a Milano”. 

“Faccio questo lavoro da decenni anche rischiando molto ma sempre per informare. Quindi ho deciso di querelare Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista per le frasi offensive nei confronti dei giornalisti che ancora credono e fanno questo lavoro”. Con questa motivazione intanto il cronista palermitano Franco Viviano ha presentato un esposto querela ai carabinieri per diffamazione contro il vicepresidente del Consiglio e l’esponente del M5s. “E domani promuoveremo – aggiunge – una querela civile, una class action contro chi denigra e offende tutti i giornalisti onesti”.

A Di Maio e Di Battista hanno risposto anche Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della stampa italiana: “Nel giorno dell’assoluzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, il vicepremier Luigi Di Maio insulta i cronisti e annuncia una sua legge sull’editoria. Eppure molti di quei cronisti oggi insultati hanno denunciato in anticipo Mafia Capitale e non hanno risparmiato nulla neppure al precedente sindaco, Ignazio Marino. Ieri andavano bene e oggi no? Di Maio e chi, come lui fra i 5 Stelle, sogna un’informazione al guinzaglio deve farsene una ragione: non saranno le minacce e neppure gli insulti a impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro”.

“Le sue frasi – sottolineano Lorusso e Giulietti in una nota – sono la spia del malessere di chi vede vacillare un consenso elettorale costruito su annunci e promesse irrealizzabili. Quanto agli ‘infami’ e agli ‘sciacalli’ è sicuro, il vicepremier, di non parlare anche di se stesso, considerato che il suo nome continua a figurare fra quelli degli iscritti all’Ordine dei giornalisti?”.