Toninelli-Brugnaro: chi fa il gioco delle grandi navi a Venezia?

di Dini Casali
Pubblicato il 9 Luglio 2019 10:49 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2019 14:06
Toninelli-Brugnaro: chi fa il gioco delle grandi navi a Venezia?

Toninelli-Brugnaro: chi fa il gioco delle grandi navi a Venezia?

ROMA – Il sindaco di Venezia Brugnaro dice che una soluzione alternativa al passaggio delle grandi navi da crociera nel Bacino di San Marco e attraverso il Canale della Giudecca c’è. E’ pronta, si chiama Marghera, ma a bloccare tutto è l’insipienza e l’inerzia a Roma del ministro delle Infrastrutture Toninelli.

Il quale replica che quella soluzione si limita a un paio di paginette stiracchiate, un progetto inesistente e che invece ci sono alternative perseguibili e meno impattanti dal punto di vista ambientale, per esempio San Nicolò e Chioggia.

Fatto sta che quei palazzi galleggianti continuano a oscurare il cielo sopra la laguna più bella del mondo, business as usual: non decidere fa il gioco delle grandi navi. Chi ha ragione tra Toninelli e Brugnaro? Lo scontro è su Marghera. Per il sindaco in un anno si può realizzare: la bocca di porto di Malamocco, attraverso il canale dei Petroli (dove passano le petroliere), con destinazione marittima via canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole, e destinazione Marghera, canale nord lato nord, per quelle più grandi.

C’è anche l’assenso dell’Unesco, assenso importante perché senza una soluzione la città rischia di essere declassata da patrimonio dell’umanità a sito da salvare. Per Toninelli l’agenzia Onu ha visto solo le carte del Comune, Marghera per lui è improponibile: per scavare il canale Vittorio Emanuele, si dovrebbero movimentare almeno 5 milioni di metri cubi di fanghi e sedimenti.

Brugnaro chiede velocità d’azione, insieme a lui anche il Pd lamenta i continui rinvii del ministro che aveva promesso una soluzione per il 30 giugno. Toninelli insiste sui percorsi alternativi, immaginando poi un referendum locale per scegliere tra San Nicolò e Chioggia. Ma sul fatto che sulla soluzione Marghera non ci sia nulla non dice tutta la verità. 

Un’analisi costi benefici (terminologia cara ai 5 Stelle) c’è eccome. “Di tutti i documenti che abbiamo recuperato esistono solo due paginette sul porto di Marghera”, ha dichiarato il ministro su Facebook il 7 giugno. E la relazione dell’Autorità portuale composta da 51 pagine e su sette scenari analizzati, di cui quattro riguardano il porto? In un question time alla camera Toninelli ha corretto il tiro parlando di  “una sommaria analisi multicriteria su svariate opzioni”. 

In conclusione, il ministro dei rinvii rinvia, il sindaco decisionista invoca soluzioni drastiche ma non decide, nel frattempo, di chiudere d’autorità il Bacino di San Marco. E dalle finestre più alte dei grattacieli del mare Venezia sembra un giocattolo. (fonte Ansa)