Torino, chi sarà il candidato del centrosinistra? Profumo rinuncia, Chiamparino “sponsor” di Fassino

Pubblicato il 29 Novembre 2010 9:50 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 10:04
fassino

Piero Fassino

Fuori dai giochi Francesco Profumo, mentre prende sempre più corpo l’ipotesi Piero Fassino. In vista delle elezioni comunali della prossima primavera, il centrosinitra torinese sta cercando l’erede di Sergio Chiamparino. Il rettore del Politecnico (Profumo appunto) ha rinunciato volontariamente alla candidatura, e allora è stato Chiamparino a “tirare la volata” all’ex segretario dei Ds: “E’ Fassino il nome su cui puntare”.

Se anche l’ipotesi Fassino non dovesse arrivare in porto, per il centrosinistra si aprirebbe a Torino una fase complessa: sarebbero tanti infatti i nomi in lizza per aspirare alla carica di sindaco. L’attesa decisione di Profumo è arrivata la sera del 28 novembre. Il rettore si è rivolto direttamente ai cittadini con una lettera: ”Sono molto onorato che una grande città come Torino abbia pensato a me come sindaco”, ha scritto Profumo confermando la disponibilità ”a lavorare per il Progetto Torino 2020, con energia ed entusiasmo, ma dalla posizione di Rettore di Politecnico di Torino”.

In sostanza, Profumo ha preso atto che ”nonostante la buona volontà di molti, non si è verificata la convergenza sulle ”tre condizioni preliminari” da lui indicate fin dall’inizio come imprescindibili per il suo impegno alla guida della città. Li ha ricordati nella lettera: ”Non essere il candidato di un partito, ma l’espressione della società civile; creare un laboratorio Torino di larghe intese (stiamo parlando – scrive nella lettera diffusa in serata – di amministrare una Città e non di politica nazionale) così come era stata Alleanza per Torino del 1993”; e, infine, superare lo scoglio delle primarie, non venendo meno alle regole dei partiti, con la creazione di una lista civica supportata dai partiti”.

Forse, ”se ci fosse stato più tempo”, come lui stesso ha confidato in serata, la sua vicenda avrebbe avuto un epilogo diverso, ma forse, il tempo non è stato l’unico fattore a determinare la scelta del rettore. E’ sempre stato chiaro che Profumo, come ha più volte detto, voleva ”rappresentare la città e non il partito” e le vicende interne al Pd e al centrosinistra delle ultime settimane, insieme alla connotazione politica che anche le elezioni amministrative hanno ormai assunto, devono aver avuto un ruolo fondamentale. E’ d’accordo Chiamparino che dice che le argomentazioni di Profumo ”sono fondate” ed ”è difficile non condividerle”, auspicando subito dopo che, a questo punto, si creino le condizioni per la candidatura di Fassino.

Finora l’ultimo segretario dei Ds ha scelto il silenzio, ma nei giorni scorsi, dopo aver negato di aver espresso perplessità sulla candidatura di Profumo, aveva detto di sostenere la candidatura del Rettore e che il suo nome sarebbe stato da prendere in considerazione solo se Profumo avesse rinunciato.

A Torino, il Pd ha accusato il colpo della rinuncia di Profumo, che nei giorni scorso aveva avuto il sostegno, non solo di PierLuigi Bersani, ma anche quello convinto e forte dei segretari del Sel, Nichi Vendola, e dell’Api Francesco Rutelli. La segretaria provinciale del Pd, Paola Bragantini, ha riunito la segreteria subito dopo l’annuncio del rifiuto ed è prevedibile che il confronto all’interno del partito e con gli alleati assuma toni più accesi.