Tortura per legge, primo ok dal Senato al ddl. Ma sarà solo reato comune

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2014 20:51 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2014 20:52
Tortura per legge, primo ok dal Senato al ddl. Ma sarà solo reato comune

Tortura per legge, primo ok dal Senato al ddl. Ma sarà solo reato comune

ROMA – La tortura sarà presto reato in Italia: con l’ok quasi all’unanimità (231 sì e tre astenuti) il senato ha dato il via libera al disegno di legge che introduce nel nostro codice penale questo reato (articolo 613-bis), anche se solo come reato comune. Il fatto che il responsabile possa essere un pubblico ufficiale viene considerato solo un’aggravante.

Il testo, che dovrà passare ora all’esame della Camera, lascia soddisfatti a metà molti senatori del Pd, tra cui Luigi Manconi che è il primo firmatario del testo, Sel e il M5S.

“L’Italia è in ritardo di almeno 30 anni su questi temi” dichiara Manconi che è anche il presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani. E ammette di essere “insoddisfatto” di come il testo sia stato cambiato in commissione Giustizia visto che in quasi tutti gli altri Paesi occidentali il reato di tortura si intende solo se da parte da esponenti delle forze dell’ordine.

Il disegno di legge prevede in sostanza che “chiunque con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni”.

Se a commettere il reato è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, la pena andrà dai 5 ai 12 anni. La condanna minima è stata alzata da 4 a 5, oggi in Aula, per consentire che il colpevole possa venire arrestato. E’ con i 5 anni, infatti, che scatta la misura di custodia cautelare in carcere.

Le pene si inaspriscono se dal fatto deriva una lesione anche grave. In caso di morte della vittima la reclusione potrebbe toccare i 30 anni. E se questa dovesse venire causata volontariamente scatta l’ergastolo.

Nel provvedimento si introduce anche un’altra norma nel codice penale: il 613-ter che punisce il pubblico ufficiale quando istiga a commettere la tortura. La condanna in questo caso potrebbe oscillare dai 6 mesi ai tre anni. Le dichiarazioni estorte attraverso tortura, si prevede nel ddl, non potranno essere comunque utilizzate salvo che contro i “torturatori” e al solo fine di provarne la responsabilità penale.

Non potranno poi essere respinti o espulsi stranieri che rischiano di venire torturati nel paese di provenienza. Non potrà essere riconosciuta l’immunità diplomatica ai torturatori stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati all’estero o da un tribunale internazionale.

 

 

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