Tosi: “Nella Lega non c’è più la democrazia: Monti? Un ragioniere”

Pubblicato il 6 Giugno 2012 11:31 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2012 11:53

ROMA – Giorgio Napolitano? ''Un galantuomo''. Mario Monti? ''Si comporta come un ragioniere di Bollate''. Lo scrive Flavio Tosi nella propria biografia-intervista 'La versione di Tosi'.

Tosi parla anche dei rapporti interni e le tensioni della Lega, nella quale ''da quando si è ammalato Bossi sono saltati gli schemi'' e ''c'è stata una sospensione della democrazia interna''.

''Io sono uno spirito libero – dice a proposito del suo rapporto col Senatur – ascolto e mi confronto'' ma poi ''prendo le decisioni da sindaco di Verona''.

In più ''non bazzico la segreteria federale'' e ''se non sei molto presente nelle stanze centrali del movimento qualcuno che ne approfitta per metterti in cattiva luce con Bossi c'è sempre. Nel mio caso è accaduto ma io me ne fotto''. Il sindaco di Verona comunque, si aspettava che ''la gestione familistica del partito prima o poi esplodesse''.

Era ''evidente – afferma – che Bossi subiva le pressioni quotidiane del clan che gli stava intorno… questi erano convinti che il partito fosse cosa loro. Ma il potere vero era concentrato nelle mani di Manuela Marrone e Rosi Mauro''.

Quanto all'incontro con il presidente della Repubblica, ''m'è piaciuto – confessa Tosi – ho visto un galantuomo d'altri tempi, per di più molto affidabile''.

Il presidente del consiglio, ''che all'inizio aveva acceso in me una speranza'' e aveva ''carta bianca, appoggiato dal Quirinale'', per ridurre la spesa pubblica ''senza guardare in faccia a nessuno'', invece alla fine fa ''la scelta più terrificante e anche la più stupida'' alzando le tasse.