Toti sempre più leader, sì alla coabitazione con M5s in Parlamento, ma il Governo…

di Ama La Sunta
Pubblicato il 22 marzo 2018 11:59 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 11:49
Toti sempre più leader, sì alla coabitazione con M5s in Parlamento, ma il Governo...

Toti sempre più leader, sì alla coabitazione con M5s in Parlamento, ma il Governo…

ROMA – Sono giorni che il presidente della regione Liguria Giovanni Toti rilascia dichiarazioni che lasciano trasparire, nemmeno tanto velatamente, la sua intenzione di puntare prima alla leadership di Forza Italia e poi a quella dell’intera coalizione del centrodestra.

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Giovedì mattina non risparmia nemmeno qualche stoccatina al segretario del carroccio Matteo Salvini: “Salvini oggi ha il pallino in mano avendo ottenuto più voti dagli italiani, sarà lui auspicabilmente a cercare di fare un Governo, dopodiché si confronterà con la coalizione, non è che chi guida un partito lo fa in modo autocratico come se fosse lo zar di tutte le Russie, penso che lo debba fare con un confronto continuo con le anime della coalizione”. Così il Toti intervistato a 24 Mattinosu Radio 24 da Luca Telese e Oscar Giannino ribadisce l’indisponibilità di Forza Italia ad accettare a scatola chiusa qualsiasi eventuale alleanza di Governo proporrà Matteo Salvini al centrodestra.

“Trovare il modo di fare un Governo politico ancorché a guida della coalizione che ha preso più voti, cioè il centrodestra, lo trovo un passaggio un po’ stretto, – prosegue Toti- poi se si trova un compromesso parlamentare per un programma minimo… Un Governo al Paese bisognerà pur darlo. Però non vorrei che i riti un po’ bizantini da Prima Repubblica traghettati nella Terza portino un risultato talmente scolorito da riallontanare i cittadini dalla politica”.

Toti ha parlato anche del dialogo centrodestra-M5S sottolineando che quello sulla presidenza delle Camere e quello sulla formazione del nuovo Governo “sono due partite distinte, dopodiché se il dialogo tra le forze politiche è maturo, ciò può aiutare certamente nelle scelte future, però il centrodestra ha presentato al Paese una ricetta precisa e diversa dal M5S”.

Sul Movimento 5 Stelle continua: “Credo che nella dialettica democratica tenere il voto del 33% degli italiani congelato, fuori dal dibattito politico, come una sorta di torre eburnea autocostruitasi, non sia felice per il confronto istituzionale, dopodiché il confronto sulle idee è un’altra cosa”. Toti, ormai uno dei più stretti consiglieri politici di Silvio Berlusconi, ribadisce la volontà del centrodestra di dialogare con il M5S sull’elezione dei presidenti di Camera e Senato senza pensare di pari passo alla formazione del nuovo Governo. “Sono assai felice che si siano fermati al 33%, soprattutto in Liguria dove i loro cavalli di battaglia contro le grandi opere sono il no Gronda autostradale di Genova Ponente e il no Terzo Valico – commenta Toti riferendosi al M5S – un qualcosa di inascoltabile per chi sta facendo uno sforzo gigantesco per far ripartire la Regione”. Un Toti sempre più lanciato verso ancora non si sa bene cosa, ma sicuramente lanciato.

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