Totoministri: Pomodoro alla Giustizia, Castellaneta agli Esteri

Pubblicato il 15 Novembre 2011 8:58 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2011 13:29

ROMA – Oggi, 15 novembre, finiranno le consultazioni da parte del neo-presidente del Consiglio Mario Monti. Se ancora non si sa quando verrà formato il nuovo governo – anche se dovrebbe essere questione di ore o al massimo di giorni – il toto-ministri non si ferma.

Ieri Monti ha assicurato che “la squadra sarà convincente ed efficace”, anche se Popolo delle Libertà e Partito Democratico hanno posto il veto sulla presenza di ministri politici nell’esecutivo.

In quello che quindi sarà probabilmente un governo di tecnici tra i nomi di giornata c’è quello del prefetto Anna Maria Cancellieri al Ministero dell’Interno. Un altro prefetto, l’ex direttore del Sisde Vittorio Stelo, potrebbe essere nominato sottosegretario alla Presidenza con delega ai servizi segreti.

Restano accreditati per il ministero della Difesa il generale Rolando Mosca Moschini o Vincenzo Camporini, e per la Giustizia i due ex presidenti della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, Piero Alberto Capotosti e la “new entry” Valerio Onida, ma soprattutto, è la vera novità, Livia Pomodoro, presidente del tribunale di Milano.

Per gli Esteri sarebbero in lizza tre ex ambasciatori negli Stati Uniti: Ferdinando Salleo, come anticipato ieri da Dagospia, Gianni Castellaneta e Giampiero Massolo. Al posto di Elio Vito al ministero per i rapporti con il parlamento potrebbe arrivare Antonio Malaschini, consigliere di Stato ed ex segretario generale del Senato.

Per il ministero dell’Economia circola sempre il nome del rettore della Bocconi Guido Tabellini, ma si fa largo sempre più quello di un interim, almeno iniziale, allo stesso Monti, che potrebbe farsi affiancare da tre viceministri con deleghe al Bilancio, al Tesoro e alle Finanze.

Resta stabile allo Sviluppo Economico il nome dell’ex rettore della Bocconi Carlo Secchi, mentre il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi sarebbe favorito rispetto all’archeologo Salvatore Settis. All’Istruzione rimane stabile il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, ma anche Francesco Profumo, presidente del Cnr, rettore del Politecnico di Torino in uscita.

Al Welfare resta accreditato il nome di Carlo Dell’Aringa, alla Funzione Pubblica quello di Luisa Torchia, mentre all’Ambiente potrebbe arrivare l’attuale direttore generale del ministero Corrado Clini.

Il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà resta in pole position per le Infrastrutture e i Trasporti.

Fisso anche il nome di Enzo Moavero come sottosegretario alla presidenza del Consiglio.