Napolitano: “Trattativa Stato-mafia? Non ho nulla da nascondere”

Pubblicato il 20 luglio 2012 14:45 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2012 14:47
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (Lapresse)

ROMA – “Non ho nulla da nascondere, ma un principio da difendere”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commenta le ipotesi sulla trattativa con la mafia sollevate per la sua intercettazione telefonica con Nicola Mancino. Napolitano spiega che il principio che difende è di “elementare garanzia della riservatezza e della libertà nell’esercizio delle funzioni di capo dello Stato- e aggiunge -. Mi spiace che da parte di qualcuno non si intenda la portata di questa questione”.

Il presidente della Repubblica commenta la sua decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale: “La decisione che nei giorni scorsi ho preso, di sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, è stata dettata dal dovere di promuovere un chiaro pronunciamento, nella sola sede idonea, su questioni delicate di equilibri e prerogative costituzionali, ponendo così anche termine a una qualche campagna di insinuazioni e sospetti senza fondamento e al trascinarsi di polemiche senza sbocco sui mezzi di informazione. Può darsi – dice ancora il capo dello Stato parlando alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale – che la mia scelta non risulti comoda per l’applauso e mi esponga a speculazioni miserrime”.

Napolitano ha poi sottolineato: “Da presidente per storia e cultura intimamente legato alla Costituzione, non sono fuoriuscito neppure di un millimetro dal ruolo e dai poteri disegnati in quella Carta”:

Parlando della legge elettorale il presidente della Repubblica ha detto: “Il primo nodo irrisolto da superare rapidamente è quello di una nuova legge elettorale che scongiuri il ripetersi dei guasti largamente riconosciuti e che risponda ad aspirazioni legittime avvertite dai cittadini”.