Tremonti candidato premier Lega? Per ora alleati in Lombardia e alle politiche

Pubblicato il 5 Dicembre 2012 12:12 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2012 15:12

Roberto Maroni e Giulio Tremonti (Foto Lapresse)

MILANO – Tremonti candidato premier della Lega? Per ora soltanto alleati. L’accordo tra Giulio Tremonti e la Lega Nord c’è sia per le regionali in Lombardia che per le politiche di primavera. Lo ha annunciato lo stesso leader del Carroccio, Roberto Maroni, in conferenza stampa congiunta con l’ex ministro a Milano. Un sodalizio ventilato e caldeggiato da più di un anno ormai, fin da quando Bossi tirava per la giacchetta “l’amico Giulio” e prendeva le distanze dall’ex alleato Silvio Berlusconi. Ma la vera notizia è un’altra e vedrebbe Giulio Tremonti come possibile candidato premier del Carroccio. Ipotesi questa ventilata da alcuni giornalisti in conferenza stampa che hanno posto la questione direttamente ai due ex ministri, dando spazio a un siparietto.

A domanda diretta: se la Lega sosterebbe Tremonti candidato premier alle politiche, i due si sono guardati, hanno sorriso e poi Maroni ha detto sornione: “Ne parleremo”. Non lo esclude quindi e quel sorriso, che ricorda tanto gli sguardi complici di Merkozy che costarono la credibilità a Berlusconi sulla scena internazionale, la dice lunga.

Al termine della conferenza stampa, a Maroni è stato chiesto se Tremonti possa rappresentare la Lega a Roma in quel disegno che vede quest’ultima ritirarsi nelle istituzione del Nord per contrattare di volta in volta con Roma su vari temi. ”Tutto può essere – ha risposto Maroni – Tremonti ha l’ambizione di raccogliere consensi in tutte le regioni di Italia. Dopodiché mi interessa che lui abbia sottoscritto il nostro progetto di euroregione del Nord”.

Per il leader della Lega non c’è invece alcuna possibilità di accordo diretto con l’Mpa di Raffaele Lombardo. ”Quello che non ha funzionato con Lombardo nel 2006 – ha comunque aggiunto – lo riproviamo adesso con Tremonti”. All’ex ministro dell’Economia Maroni ha anche detto che a suo giudizio oggi i sindaci in difficoltà lo rimpiangono come ministro dell’Economia.