Tremonti pronto a sciogliere il rebus: nella cartellina i “numeri magici” del Federalismo

Pubblicato il 30 Giugno 2010 19:08 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 21:02

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Silvio Berlusconi non c’è, perchè è impegnato in una missione all’estero. Quello che conta, però, è che ci sia lui, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il Consiglio dei ministri svoltosi il 30 giugno può infatti essere uno dei più importanti di tutta la legislatura. Perchè Tremonti è arrivato all’appuntamento con i numeri del federalismo nella borsa. E da quei numeri, probabilmente, dipende il futuro del Governo.

Subito dopo il consiglio dei ministri il ministro Umberto Bossi ha spiegato con fare vittorioso: “Oggi è stato fatto un passo importante, dopo il federalismo demaniale il prossimo passo sarà il federalismo municipale, si tratta di dare ai comuni, per adesso perché poi toccherà anche a regioni e  province, un processo di finanza propria che si basa sul fatto che i comuni avranno tutte le tasse che riguardano gli immobili”.

”Siamo il paese con il debito pubblico più alto ed è il momento per cambiare e il federalismo fiscale serve per cambiare dalla finanza derivata dove lo Stato incassa tutte le tasse agli enti locali”, ha proseguito Bossi.

A questo punto prende la parola il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: ”La prima casa resterà esente dall’imposta. La cedolare secca sugli affitti è nel nostro programma e questo è il posto giusto. Abbiamo avviato la simulazione su Provincie e Comuni, sulle Regioni non siamo pronti a dire cosa dare di fiscalità propria, lo sapremo a luglio. Ricordatevi che il vero ministro per il Federalismo è Bossi, non Brancher”.

”L’evoluzione del sistema di finanza pubblica italiana si presenta come un albero storto”. Tremonti cita ”due passaggi fondamentali: la quasi totale centralizzazione della finanza pubblica, fatta al principio degli anni ’70 e il decentramento-federalismo introdotto tra il 1997 e il 2001”. ”E’ così che l’albero è cresciuto storto”, ha rilevato ancora il ministro.

”E’ fondamentale passare dai costi storici ai costi standard”. Questo verrà fatto non penalizzando nessuno perchè gli standard verranno definiti in base alle pratiche migliori delle regioni”, ha continuato Tremonti.

Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli si è limitato invece a plaudire Bossi e Tremonti prima di promuovere il federalismo fiscale come una pubblicità: “Non costa, unisce e garantisce i diritti”.