Tremonti: “Lavoriamo di più: le feste facciamole solo di domenica”

Pubblicato il 11 Agosto 2011 11:58 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2011 12:21

ROMA – Lavorare di più e spostare le feste alla domenica: l’idea di Giulio Tremonti per superare la crisi. Il ministro dell’Economia si è presentato davanti alle commissioni parlamentari per illustrare le misure urgenti per fronteggiare la crisi finanziaria e ha dato la sua ricetta. Ha iniziato dicendo che un’epoca è finita e che serve rigore. Non c’è nulla da festeggiare. E infatti, spicca tra le proposte, quella di accorpare le festività alla domenica. Bisogna lavorare di più, è importante far crescere la produttività. Quindi basta con feste e celebrazioni. Se non se ne può fare a meno c’è la domenica apposta. Fatte salve, ovviamente, le feste comandate che la Chiesa impone come precetto. D’altra parte su questa materia vige il vincolo concordatario. Per il resto possiamo dire addio, se la linea rigorista di Tremonti prevarrà, ai ponti festivi, ai calcoli vacanzieri fuori stagione. La festa è finita.

Per il resto del suo discorso il ministro ha confermato le voci  emerse in questi giorni sulle misure per riportare il bilancio in pari entro il 2013: tagli alle pensioni, patrimoniale, taglio agli stipendi degli statali, privatizzazione dei servizi pubblici, aumento al 20% delle tasse sulle rendite finanziarie, una sorta di eurotassa sui redditi medio-alti. Ma Tremonti dice anche che servirà  ”una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento del sistema centrale rigido” ma anche ”il licenziamento del personale compensato con meccanismi di assicurazione piu’ felici”, una sorta di ”diritto di licenziare”. E anche mettere mano ai contratti, evitando ”forme di abuso dei contratti a tempo determinato” che “crea effetti di instabilità”.

Il punto è che ci si deve sbrigare. La terra sta franando sotto i piedi, le Borse sono in continua altalena e non c’è più tempo. Anche il 18 agosto potrebbe essere troppo tardi per varare le misure anticrisi per decreto. E allora si anticipa il Consiglio dei ministri straordinario al 16 agosto. L’aria è pesante e il clima frenetico nei palazzi del potere. Il Capo dello Stato e il governo hanno intenzione di accelerare i tempi. Napolitano, in vacanza a Stromboli, rientrerà in giornata a Roma per incontrare alle 17.3o il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sottosegretario Gianni Letta. Il decreto legge sulle misure anticrisi chieste all’Italia dalla Banca centrale europea sarà anticipato al 16 agosto (inizialmente la data prevista era quella del 18). In vista dell’approvazione del provvedimento, i rappresentanti dell’esecutivo incontreranno venerdì Regioni e Province per discutere dei tagli agli enti locali.

Premessa di Tremonti: “la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non facile da prevedere nella sua dinamica”. Ricette? Le solite. “L’articolo 81 della Costituzione (che disciplina le regole del bilancio dello Stato ndr) non costituisce un caso di successo e va cambiato anche perché c’è un vincolo europeo. Ora abbiamo il terzo quarto debito pubblico nel mondo – dice il ministro davanti alla commissioni – La situazione del debito pubblico Italiano e’ oggettivamente straordinaria”. Per questo, continua Tremonti l’introduzione del vincolo obbligatorio del pareggio di bilancio è “necessaria”. Una scelta che segna “la fine di un’epoca nella quale l’Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva”. Oggi viviamo in un’ epoca, continua il ministro, “che costringe a scelte di maggior rigore: non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli”. Un lavoro che necessita “di uno spirito costituente” e un “disarmo unilaterale”. Partendo dalla proposta di riforma dell’articolo 81 dell’ex parlamentare del Pd Nicola Rossi.

Il ministro, poi, torna a legare l’accelerazione della crisi al brusco cambiamento delle mosse del governo. Passato dal voto della Camera sul decreto che poneva il pareggio di bilancio al 2014 – a metà luglio – alla necessità di correre ai ripari in tempi brevissimi: “Da allora l’ intensificazione verticale della crisi, l’anticipo del pareggio di bilancio (dal 2014 al 2013) e le richieste delle parti sociali hanno modificato il corso delle nostre attività”. Sul lato della crescita, continua il ministro, serve “la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali”. Solo un accenno al taglio dei costi della politica?: “Dobbiamo intervenire perchè ci sono eccessi”.

Sul lato della crescita, continua il ministro, serve “la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali”. Inoltre il governo ipotizza di “accorpare sulle domeniche le festività” e si dice disponbile ad un intervento sulle rendite. Ovvero più tasse sui titoli: “Fermi i titoli di Stato, prevediamo una riduzione della tassazione della raccolta postale che è al 27%, mentre tutti i titoli finanziari verrebbero tassati dal 12,5% al 20%”. Tra le ipotesi allo studio figurano interventi sulle pensioni di anzianità e su quelle delle donne nel settore privato (che, nella maggioranza, la Lega osteggia anche se Bossi ipotizza “un compromesso”).

Per il mercato del lavoro l’ipotesi da mettere in campo è “una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento del sistema centrale rigido” ma anche “il licenziamento del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici”, una sorta di “diritto di licenziare. D’altro lato bisigna evitare l’abuso dei contratti a tempo determinato” annuncia Tremonti. Che rivela come tra i suggerimenti all’Italia formulati dalla Bce ci sia anche la riduzione degli stipendi nel pubblico impiego. Solo un accenno al taglio dei costi della politica: “Dobbiamo intervenire perchè ci sono eccessi”.