Tremonti isolato e depotenziato: “Quella lettera non è mia”

Pubblicato il 27 ottobre 2011 8:29 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 8:29

ROMA – “Quella lettera non è mia, facciano come vogliono”. Così, secondo quanto riporta Francesco Bei su Repubblica, avrebbe detto Giulio Tremonti nel momento in cui Silvio Berlusconi firmava e spediva la lettera all’Unione Europea in cui si prevedono, tra le altre cose, licenziamenti più facili per motivi di crisi e innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni nel 2026.

Quella lettera, però, a Tremonti non piace. Non a caso un direttore vicino al centro-destra, Alessandro Sallusti, nella serata di mercoledì spiegava a Porta a Porta che uno dei vantaggi della lettera era l’aver “neutralizzato” Tremonti mettendo nero su bianco quello che il Governo deve fare nei prossimi mesi. Che il rapporto tra Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia non sia un idillio non è una novità. Eppure, stando anche a quanto scrive sul Corriere della Sera Paola di Caro, la spedizione in Europa ha persino peggiorato la situazione. “Mai così distanti” è l’opinione del Corriere. Opinione rafforzata da tanti piccoli fatti, a cominciare da Tremonti che non firma la lettera e che diserta parte degli incontri fondamentali per la sua stesura.

Raccontano nel Pdl, scrive Di Caro, che dopo la notte della quasi crisi di lunedì, Berlusconi e Tremonti si siano reciprocamente e non troppo cordialmente invitati alle dimissioni. Nessuno dei due lo farà ma, come scrive il Corriere, “le diffidenze cominciano ad essere troppe anche per un armonia di facciata”. Con un governo chiamato a scelte impopolari, la tensione tra premier e il ministro più importante, non promettono nulla di buono. Berlusconi, però, è soddisfatto: “Tremonti non è più il garante dei mercati, è con me che dialogano le istituzioni europee”. Anche la Lega è il convincimento del premier, inizia a essere stanca. A difendere il ministro dell’Economia è rimasto “solo Bossi”. Non è poco: è l’uomo che può staccare la spina al governo. Lo stesso che a lettera appena spedita ha mandato un messaggio chiaro, senza codici: “Patto con Berlusconi? Perché? Sono io che ho il coltello dalla parte del manico”.